Lanzi (Siulp): “Un presidio di sicurezza al pronto soccorso? Non abbiamo uomini a sufficienza”

Marco Lanzi, segretario Siulp

Dopo l’aggressione in pronto soccorso con la Katana che rischiava di finire in tragedia, Marco Lanzi del Siulp, sindacato di Polizia, riflette sull’opportunità di un presidio di sicurezza in ospedale.
Fatti gravi come quello avvenuto la scorsa sera, quando un uomo ha fatto irruzione armato di katana al Pronto Soccorso dell’Ospedale San Salvatore, dimostrano ancora una volta quanto sia importante la presenza sul territorio di un adeguato numero di uomini delle Forze di Polizia. Solo l’immediato intervento di due Volanti e di quattro coraggiosi poliziotti ha permesso di evitare che si verificasse una tragedia.
Un tempo avevano risorse sufficienti che ci permettevano di tenere aperto all’interno dell’Ospedale un presidio fisso della Polizia di Stato.
Da tempo abbiamo dovuto rinunciarvi a causa dei tanti colleghi che sono andati in pensione e non sono stati mai sostituiti.
Inoltre, rispetto al passato, molti operatori di Polizia hanno dovuto assumere compiti e mansioni diverse per far fronte all’emergenza immigrazione, per garantire i controlli correlati all’allarme terrorismo internazionale e i servizi di ordine pubblico, quest’ultimi aumentati in modo esponenziale a causa delle tensioni sociali ed economiche che attualmente la nostra società sta vivendo.
Il tutto a discapito di una adeguata attività di presidio e controllo del territorio.
L’altra sera siamo stati anche fortunati: in servizio, in quel momento, c’erano due Volanti.
Purtroppo non è sempre così: spesso sia la Questura sia soprattutto i Commissariati di Fano ed Urbino non riescono a garantire le Volanti necessarie per un efficace controllo del territorio e per permettere ai colleghi, in caso di eventi del genere, di operare in sicurezza. Solo per fare un esempio, a Milano, l’altro giorno, per bloccare un cittadino straniero armato di coltelli sono intervenute cinque pattuglie.
Il problema è che siamo veramente ridotti all’osso, non sappiamo più dove prendere gli uomini, che tra l’altro hanno attualmente una età media di 50 anni. Tutti i settori non deputati di norma al controllo del territorio nell’arco delle 24 ore, da quelli investigativi (Mobile, Digos) a quelli che svolgono altre indispensabili attività di Polizia (Anticrimine, Amministrativa, Immigrazione, ufficio di Gabinetto, ufficio Personale e Tecnico Logistico), sono in grossa difficoltà e oramai lavorano solo sull’emergenza, anche perché è il personale di questi Uffici che viene impegnato nei numerosi servizi di ordine pubblico”.

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