San Bartolo, nuovi limiti e aperture dopo l’incendio

Ripristinato il transito esclusivamente pedonale sulla strada Marina di Fiorenzuola di Focara. Restano invece totalmente chiusi i tre sentieri (di cui il 151 e il Tetto del mondo) e rimane in vigore il divieto di accensione dei fuochi per il forno di Santa Marina. Sulla strada comunale, invece, detta “Strada delle Rive” che da Castel di Mezzo va verso Fiorenzuola, sarà apposto un limite di velocità di 30 km orari, limite che verrà controllato dai vigili di quartiere, avvalendosi, se necessario, dell’ausilio dei carabinieri.

 

Summit con il prefetto

Sono queste le decisioni emerse dalla riunione presieduta dal prefetto Luigi Pizzi con i vertici provinciali delle Forze di polizia, il vicecomandante dei vigili del fuoco, l’assessore Luca Bartolucci, il comandante della Polizia municipale, i presidenti dell’Ente Parco e del quartiere, San Bartolo tecnici e dirigenti di Comune e Provincia e un rappresentante della Protezione civile della Regione.

Nel corso dell’incontro è stata presa in esame l’attuale situazione del Parco San Bartolo dopo il recente incendio, sia dal punto di vista della viabilità che da quella legata al pericolo di sfaldamento della falesia.

 

Ripristinato transito pedonale

Il ripristino del solo transito pedonale (con l’eccezione di mezzi di soccorso e di quelli addetti alla tutela dell’igiene ambientale) nella strada della Marina di Fiorenzuola di Focara è stato preso dopo aver valutato gli interventi effettuati per la messa in sicurezza, tra cui l’eliminazione dei pericoli derivanti da alberi e altra vegetazione lungo il percorso e dall’ultimazione dei lavori di posizionamento di parapetti o dissuasori di transito lungo i cigli della strada a ridosso del pendio e privi di preesistenti protezioni.

 

Risanamento, incontro al Ministero

In merito al risanamento dell’area devastata, a breve si terrà uno specifico incontro a Roma nella sede del ministero dell’Ambiente per definire l’attuazione del progetto finanziato con un milione e cinquecento mila euro –già disponibili – dalla Regione e quattro milioni e mezzo dallo stesso ministero. Progetto che sarà curato dalla Regione, settore Difesa del suolo, insieme all’Autorità di Bacino.

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