Troppi i migranti a Borgo S. Maria. Integrazione e sicurezza a rischio

di Franco Elisei

Troppi, o meglio, troppo concentrati. Oltre cento migranti ospitati nel raggio di una manciata di isolati, tra Borgo Santa Maria e Pozzo alto. Inevitabili i malumori e le contestazioni dei cittadini. Dettati da paure generalizzate ma anche da legittime preoccupazioni. Che non possono cogliere di sorpresa né amministratori né Prefettura. Se si accende un fuoco vicino a una sterpaglia secca, si sa che si rischia un incendio con conseguenze ben prevedibili.

Un segnale da non sottovalutare

La grande partecipazione all’assemblea spontanea nel Circolo socio culturale Parco dei Tigli di Borgo Santa Maria, ne è il segnale più evidente. Che non va sottovalutato. Tutti i presenti, pur con espressioni verbali diverse, violente o più moderate, hanno espresso l’esigenza di ridurre il numero degli ospiti dell’altra sponda del Mediterraneo. Un numero ritenuto comprensibilmente eccessivo per un‘adeguata integrazione. Ma anche solo per una temporanea prima accoglienza. E’ evidente che la recente direttiva del Ministero, nell’indicare un rapporto di 3 migranti ogni mille abitanti, si riferisce ai confini comunali e non all’interno di frazioni, ma è anche evidente e soprattutto di buon senso, affrontare questo delicatissimo fenomeno sociale distribuendo il più possibile l’accoglienza nel territorio. La direttiva Minniti, d’altro canto, risponde all’esigenza di creare le più appropriate condizioni di ospitalità con le popolazioni esistenti. Troppi 112 migranti in un borgo di poco più di tremila anime. Sono di difficile gestione da parte della comunità. Un numero che rischia di destabilizzare invece che integrare e che alla fine non è utile per nessuno: né per i migranti stessi perché tendenzialmente portati a fare gruppo, che può diventare un ghetto, alzando così barriere al possibile dialogo, né per gli abitanti del luogo che vivono questa situazione con disagio, malumore, diffidenza e paura. Paura che crea atteggiamenti di tensione e di scontro. Di intolleranza xenofoba e di sentimenti razzisti. Tutte conseguenze che chi è responsabile della sicurezza non si può permettere.

Numeri eloquenti

Si passa dai 112 migranti concentrati a Borgo Santa Maria e Pozzo alto, ai più accettabili 17 ospiti a Pantano, ai 22 in zona Campanara, 25 a Candelara, 20 a Novilara, 29 a zona Canneti, 34 a Ledimar, 13 in panoramica Ardizio e 23 a Ginestreto. La sproporzione è evidente. E solleva altri malumori che chiamano in causa le responsabilità anche degli amministratori accusati di seguire altri interessi politici. Perché in altri quartieri si è capita la necessità di parcellizzare il fenomeno e a Borgo Santa Maria no? “Borgo Santa Maria – è stato detto – ha già i suoi problemi, questo aggrava una situazione già precaria”.

La paura crea mostri

Troppi ancora i “vuoti” di comunicazione. Che portano a generalizzare, che alimentano pregiudizi, luoghi comuni, inaccettabili stereotipi e rasentano atteggiamenti razzisti. Gli abitanti di Borgo Santa Maria non vogliono giustamente essere etichettati come tali, ma la tensione e la paura liberano in alcuni pensieri di intolleranza che a volte fanno tornare indietro nel tempo. Rabbrividendo. La paura verso chi non si conosce crea mostri. E i social in questo contesto non aiutano. Anzi. I fatti orrendi di Rimini hanno contribuito a generalizzare, a vedere tutti i migranti stupratori della porta accanto, a ipotizzare che la violenza possa verificarsi anche qui – in verità alcune testimonianze hanno rivelato comportamenti al limite anche a Borgo Santa Maria – dimenticando però forse troppo rapidamente che la cronaca ha svelato anche molti mostri in casa. Letteralmente in casa: i numeri crescenti di femminicidio lo attestano.

Via chi non rispetta le regole

E per non favorire generalizzazioni inopportune è anche lecito rivendicare sia una giustizia certa che un rigoroso rispetto delle regole: chi si rende autore di atteggiamenti violenti, molesti o di atti fuorilegge, va subito allontanato e punito. Senza esitazione alcuna. Una giustizia certa applicata ovviamente anche agli italiani, e che valga come esempio per tutti. Solo così si può ipotizzare una convivenza accettabile. E abbattere insicurezze.

Le responsabilità

Coraggiosa è stata l’iniziativa del Centro socio culturale e della sua presidente Maura Della Fornace di riunire le anime della frazione con l’intento di arrivare a formulare proposte concrete da trasmettere a Prefettura e amministrazione. Alla fine, dopo sprazzi di intolleranza sono prevalsi interventi moderati e di buon senso che hanno riportato il confronto a livello costruttivo, pur non lesinando critiche ad una situazione avvertita come calata dall’alto e mai condivisa. Chiamata in causa anche la responsabilità delle cooperative che gestiscono l’accoglienza, mettendone in discussione soprattutto la capacità di gestione del progetto e lamentando il mancato dialogo con la comunità.

Quel dialogo che una delegazione di Borgo Santa Maria ha deciso di tentare ora con il prefetto, supportata possibilmente da consiglieri comunali, con l’obiettivo di ridimensionare l’eccessivo numero di migranti ospitati. Obiettivo su cui la Prefettura si è già pronunciata assicurando la chiusura di uno dei tre centri nel borgo.

 

La richiesta: non più di 15 ospiti

Ma i residenti non vogliono che i richiedenti asilo siano solo dimezzati, come annunciato dal sindaco alla Festa dell’Unità, ma ridotti al massimo a 15 unità. Il giusto rapporto per un reale progetto di inserimento sociale che possa giovare a loro stessi e alla comunità, nel rispetto delle reciproche dignità. La cultura dell’accoglienza e dell’integrazione implica un percorso complesso e delicato. E i cittadini non possono essere lasciati soli nella responsabilità di questo progetto, ovvero non possono essere i soli responsabili della riuscita dell’integrazione tra popoli e culture diverse. Possono però permetterne il successo se garantiti a monte da condizioni fondamentali e condivisibili di convivenza.

 

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3 pensieri riguardo “Troppi i migranti a Borgo S. Maria. Integrazione e sicurezza a rischio

  • 12/09/2017 in 12:08 pm
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    Quale cittadina presente all’incontro, mi complimento per l’articolo … equilibrato, moderato, capace di sintetizzare le divergenti opinioni espresse dai cittadini in un’ottica propositiva e onesta … Mi auguro che la sua chiave di lettura/azione sia quella del Comitato in via di costituzione e degli amministratori locali.

  • 12/09/2017 in 1:42 pm
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    Concordo con il commento precedente. Anche io ero presente all’incontro e penso che sia stato riportato tutto in modo chiaro e preciso e senza tanti giri di parole quello che è accaduto e ciò che la cittadinanza chiede. La paura infatti è sempre che i giornalisti ci mettano troppo del loro. Complimenti!!!

  • 12/09/2017 in 8:36 pm
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    Non ho potuto partecipare alla riunione , trovo l’articolo del Prof. Franco Elisei molto equo e chiarificante alla problematica del quartiere . Mi auguro che il Sign. Prefetto e il Comune con le autorità preposte , risolvano quanto prima i malumori del quartiere , come ben descritto nel citato articolo . Grazie

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