I residenti di Borgo Santa Maria in assemblea: “Troppi 120 profughi, integrazione possibile se il loro numero scende a 15”

PESARO A Borgo Santa Maria e Pozzo Alto il tema dell’eccessiva presenza di profughi, 120 ospitati nei tre centri di accoglienza di un quartiere con 3700 abitanti, è sentitissimo. Lo si comprende subito, solcando l’ingresso del Parco dei Tigli. La sala che ospita l’assemblea è già strapiena ancora prima che si inizi a discutere. In molti restano in piedi, altri non riescono ad entrare e ascoltano dai locali adiacenti. Più di 200 persone, forse 250, lunedì sera. La presidente del centro sociale Maura Della Fornace all’apertura chiede “di discutere in modo democratico e pacato“. I presenti recepiscono il messaggio, anche se a tratti la serata diventa calda, i toni si alzano e la tensione si fa sentire. Ma alla fine prevale il buonsenso e le parole di don Giorgio Paolini lo confermano: “Pensavo peggio, Borgo Santa Maria dimostra la sua capacità di accoglienza“. E’ lo stesso parroco a riconoscere che “i migranti qua sono troppi, non abbiamo le forze per gestirli, non credo che prefetto e sindaco siano così rigidi da non ascoltarci. Sono disponibile anche io ad incontrarli“. Il disagio dei residenti c’è, eccome. Lo dice subito all’apertura Oscar Gabbani: “Non vogliamo passare per inospitali e razzisti, perchè questo quartiere sin dagli anni 70 ha lavorato molto per l’accoglienza e l’integrazione del tessuto sociale, quando sono state catapultate tante persone nella zona Peep e ancora non c’erano i servizi. Ma noi vogliamo sentire il luogo in cui viviamo più sicuro e accogliente. Per noi la criticità sono i numeri, non si possono concentrare in un quartiere di periferia tre centri di accoglienza, con circa 100 persone, numero che non rispetta i parametri dell’accordo Ministero-Anci, secondo il quale non dovrebbero essere più di 15“. Interventi a raffica nelle due ore di dibattito successive. Dante Roscini, “abito qua da 30 anni e non ho più appartenenze politiche“, invoca “il rispetto delle regole da parte degli extracomuniutari, che girano in paese a qualsiasi ora della sera e della notte ad infastidire la gente. Qua sono troppi, al sindaco evidenzio che a Villa Fastiggi, Villa Ceccolini e Villa San Martino non ci sono centri di accoglienza per extracomunitari“.  Vengono raccontati alcuni episodi. “Mi sono ritrovato le mani al collo da uno degli ospiti di centri d’accoglienza, per una sigaretta, non mi sento più sicuro di girare a casa mia“, racconta Luca.Non vorrei che si tornasse a 60 profughi, a queste condizioni non lotterò, devono essere ridotti a 15“, dice Claudio. Tutti applaudono. Barbara Lorenzi vuole “incontrare la Labirinto: la cooperativa sta prendendo troppi migranti, ma non hanno il numero di operatori sufficiente per gestirli. Mi viene da pensare che lo facciano solo per soldi“. C’è chi propone di raccogliere le firme, ma a fine serata si decide di costituire un comitato che chiederà un incontro al prefetto, “se possibile anche alla presenza del sindaco“.

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Thomas Delbianco

Thomas Delbianco

Gli occhi sulla città, da una vita. In provincia di Pesaro, non c'è pertugio dove non sia entrato il suo microfono. Dategli due ruote e una penna e vi racconterà il mondo.

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