Arcangeli (Fdi-An): “Azienda ospedaliera Marche Nord, un ritorno al passato”

di Fabiano Arcangeli*

Dopo gli scellerati tagli ai posti letto (e non solo), degli ultimi anni, nell’ospedale di Pesaro a causa della carenza degli stessi, si è dovuto ripristinare il sistema dei letti aggiuntivi, detti letti bis, 2 in chirurgia, 2 in urologia e uno in ortopedia. In pratica si tratta di aggiungere letti alle stanzette progettate per accogliere due pazienti, a discapito di ogni minimo standard di igiene, salute e privacy dei degenti, ma soprattutto mancanza di sicurezza, vista l’assenza di infrastrutture (attacco per l’ossigeno e altri supporti essenziali) per un terzo letto. Un deja-vu per me, costretto l’anno scorso a soggiornare nel reparto più antigienico dell’ospedale, (unita terapia intensiva coronarica), ristrutturato recentemente senza tener in alcun conto le esigenze degli otto pazienti allettati, distribuiti in appena 100 MQ di stanza, senza finestre per poter cambiare aria, donne e uomini insieme in un ambiente promiscuo che non salvaguarda minimamente la privacy personale, ed immersi per 24 ore, tra i miasmi prodotti degli stessi pazienti. Fratelli d’Italia si è già occupato più volte del problema. Questa è solo la punta dell’iceberg, di una riforma che ci pone come provincia all’ultimo posto come percentuale di posti letto, appena 2,56 ogni 1000 abitanti, contro i 4.7 della provincia di Ancona, che ha imposto la “semi chiusura” di 3 ospedali dell’entroterra e precarizzato il quarto di Pergola, scaricando tutta la mole di lavoro sui 3 presidi restanti di Urbino, Fano e Pesaro. Il tutto in previsione di un ormai fantomatico nuovo ospedale, che andrà a diminuire di altre 99 unità la disponibilità di letti provinciale. Fantomatico, perché l’area dove dovrebbe sorgere non è stata ancora dichiarata idonea, di conseguenza non esiste ancora un progetto, e non si sa con che forma di finanziamento verrà pagato. Negli ambienti più informati si parla di 5 – 10 anni, (15 se si pensa anche al sistema viario), e allora se lo scopo dei tagli, era quello di fare in modo che il nuovo ospedale fosse imprescindibile, per le esigenze di città e provincia, penso che sia ora di ripensare tutto il progetto, perché nella situazione odierna, non è possibile andare avanti ancora per molto. Con le strutture al collasso, i pronto soccorso intasati, pazienti ricoverati fuori reparto e personale ai minimi storici, la 100esima posizione del sistema sanitario provinciale al livello Italia, è più che meritata, e non vediamo come possano porvi rimedio, gli stessi personaggi che ce l’hanno portato. FdI-AN ritiene che bisogna rivedere, le decisioni per gli ospedali dell’entroterra chiusi o smantellati, che garantivano un filtro ora imprescindibile verso l’ospedale di Pesaro riducendone l’intasamento. Einstein diceva, che non è possibile cambiare se si continuiamo a fare sempre le stesse cose, noi diciamo che non è possibile cambiare se continuiamo ad eleggere sempre le stesse persone“.

*Fratelli d’Italia- An Pesaro

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Un pensiero riguardo “Arcangeli (Fdi-An): “Azienda ospedaliera Marche Nord, un ritorno al passato”

  • 18/11/2017 in 4:12 pm
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    In tempi non sospetti scrissi su queste pagine che in nome di un ospedale unico di la da venire, hanno distrutto 2 ospedali che avevano una loro dignità, riducendo la qualità tecnica e la qualità percepita ad livello così basso che quando ci imporranno l’ingresso di una Sanità Privata i cittadini saranno talmente esasperati da non opporre resistenza. Tutto ciò a compimento di un progetto che parte da lontano, atto a non disturbare l’egemonia Anconetana e favorire l’avvento della Sanità Privata, nella quale sono direttamente o indirettamente cointeressati politici ed amministratori del Pubblico.

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