Anpi: “altra vittoria per Anna Frank, una quindicenne vi fa tremare le gambe”

Nota del direttivo ANPI sulle scritte naziste alla scuola di Santa Maria delle Fabbrecce, che riceviamo e pubblichiamo.

Questa notte un gruppetto sparuto di nazifascisti si è presentato alla scuola Anna Frank di Santa Maria delle Fabbrecce per imbrattarne il nome con svastiche e con motteggi di spirito – diciamocelo – piuttosto datati e di scarso effetto. Non spenderemo una singola parola per denunciare la chiara bassezza morale (e mentale) di questo gesto: non serve di certo la guida morale dell’ANPI in una questione di questa semplicità. Spiegheremo invece perché, a vedere queste scritte questa mattina, ci si è gonfiato il cuore di fierezza per l’ennesima vittoria della piccola Anna.

Nell’antica Roma ai nemici della patria, ai traditori, veniva riservata l’ignobile damnatio memoriae: la distruzione delle proprie effigi e del proprio nome da ogni iscrizione o simulacro. Una pratica magica e sacrale che ancora oggi viene riproposta nell’abbattimento delle statue dei dittatori, dei tiranni o semplicemente di vecchi scomodi governanti. Un simile trattamento non è solo frutto dell’odio che si prova verso una persona, ma soprattutto della paura: è un trattamento riservato a chi ha messo in crisi un intero sistema di valori, che per essere riaffermato necessita della sparizione di chi ha dimostrato che tali valori potevano essere cambiati o abbattuti. Nel bene o nel male.

Nel bene, Anna Frank era una ragazzina di quindici anni che con i suoi scritti ha dimostrato la fallacia e l’orrore del sistema di valori che stava dominando sull’intera Europa occupata durante gli anni ’40. Ancora oggi – nel 2017 – Anna Frank è un simbolo luminoso per la nostra civiltà democratica, ma anche un nemico formidabile e imbattibile per chi la democrazia la disprezza. Il fatto che queste forze, numerose e spesso violente, tentino ancora di colpirne il nome e i simboli testimonia solo un fatto che ci rende sempre più orgogliosi: Anna Frank, dall’alto dei suoi eterni quindici anni, fa ancora un sacco paura a chi odia la pace.

Continuate pure a imbrattarne i simboli, per dimostrare la vacuità del vostro sforzo e per farci ricordare ogni giorno di dover essere coraggiosi come una ragazzina di quindici anni, che ancora vi fa tremare le gambe.

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