Un anno in mare, la Capitaneria di Porto colleziona record

PESARO – Vigilano costantemente sulle nostre coste e hanno a cuore lo sviluppo dell’attività portuale. Sono gli uomini e le donne della Capitaneria di Porto di Pesaro, che nei primi giorni dell’anno, tracciano un bilancio delle attività svolte nel 2017.

“I risultati delle attività istituzionali sul nostro territorio vanno considerati alla luce della modifica di alcune competenze – spiega il Comandante Girgenti–  tra cui quelle cedute all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale di Ancona – relative alla pianificazione e gestione tecnica ed amministrativa del territorio e delle attività portuali e che quindi ha orientato sempre più le funzioni della Capitaneria verso attività di polizia, di sicurezza ed operativa in genere, nelle zone di giurisdizione”.

Uno sforzo operativo che ha portato a risultati senza precedenti

 

  •  +114% di accertamenti di illeciti penali in materia di tutela del demanio marittimo e dell’ambiente, con un incremento dei riconnessi sequestri del 100%;
  • +91% di accertamenti di illeciti amministrativi sempre in materia demaniale marittima ed ambientale ed aumento dei collegati sequestri del 4%;
  • + 20% dei controlli in porto, con un + 250% delle violazioni della circolazione e con un + 240% di quelle riferite al sicuro ed ordinamento svolgimento delle attività portuali.

Relativamente alla pesca, seppur i periodi di fermo di settore abbiano inciso sulla possibilità di effettuare più controlli in mare, gli illeciti amministrativi hanno registrato un (+) 40% con un (+) 14% di relativi sequestri che, però, riguardano episodi di abusivismo totale, essendo le categorie professionali, specie locali, particolarmente attente al rispetto delle norme.

Da segnalare, uno sconfinamento nella zona consortile locale di “vongolare” esercitanti in altra provincia, che ha indotto, i mezzi nautici della Capitaneria pesarese a contestare sanzioni amministrative pari a 4.000 euro ed a sequestrare attrezzi da pesca e ben 950 chilogrammi di prodotto, in occasione dell’operazione nazionale denominata “Dirty Market”.

Nel loro complesso le sanzioni amministrative a vario titolo accertate nell’anno, hanno registrato un aumento in media del 113%, con un incremento della sanzioni erogate pari a quasi 72.000 euro (+87%), e di quelle definitivamente introitate all’erario pari a circa 41.000 euro (+88%).

Le uscite in mare dei mezzi nautici in dotazione alla Capitaneria hanno registrato un aumento medio del 15%, con analogo incremento degli interventi di soccorso ed assistenza.

Sono pure aumentati i controlli in materia di diporto del 45%, a fronte di violazioni di norme di settore rimaste pressoché invariate nel numero rispetto all’anno precedente, denotandosi, perciò una maggiore attenzione delle disposizioni di chi va per mare.

Un ulteriore incremento è stato registrato inoltre nelle certificazioni rilasciate, pari al 38%.

I dati complessivi sembrano quindi essere coerenti con gli obiettivi di sicurezza e di tutela ambientale posti dal Comandante della Capitaneria all’atto del suo insediamento nel settembre 2016.

La sicurezza portuale, intesa sia come “safety” sia come “security”prosegue il Comandante Girgenti è un dato imprescindibile anche ai fini dello sviluppo dei traffici e delle varie attività economiche dello scalo. Specie in questa fase storica di lavori portuali in corso, e di particolare affollamento degli spazi in attesa anche siano terminati gli interventi per la Darsena commerciale, si deve tenere conto della disponibilità di siti che siano effettivamente praticabili in sicurezza. La Darsena Commerciale completa, ed un dragaggio del porto, sul cui progetto l’Autorità di Sistema Portuale è fortemente impegnata, e la revisione del Piano Regolatore Portuale razionalizzante anche l’allocazione delle diverse attività, sono elementi fondamentali per far si che le diverse iniziative economiche possano in prospettiva coesistere al meglio. I sacrifici di oggi dei vari operatori, a definizione dei complessivi interventi strutturali e dello strumento di pianificazione – su cui instancabilmente si lavora – potranno essere ripagati”.

La Capitaneria ha colto l’occasione del bilancio annuale, per confermare come la sicurezza debba essere un valore aggiunto anche nei confronti ed a tutela degli avventori del porto, per cui – ad esempio – quando le condizioni meteorologiche o di visibilità, impongono di segnalare anche con sbarra chiusa l’accesso alla banchina commerciale, è bene rispettare le norme di prudenza e buon senso, e non piuttosto, come è successo in un episodio recente, piegare la segnaletica anche solo per stizza, magari in ore notturne e nascosti dietro la vegetazione esistente, come gli approfondimenti in corso da parte dei militari stanno rilevando per perseguire i responsabili del gesto. Molto probabilmente, l’installazione dell’impianto di videosorveglianza, che è in corso, metterò fine a questo e ad altri episodi di pessima educazione civica.

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