Liberare piazza del Popolo, se non ora quando?

di Stefano Mascioni

PESARO – In buona parte dell’Europa civilizzata, la pedonalizzazione dei centri storici è un dibattito ormai superato, una prassi accettata da tutti che produce solo benefici e restituisce dignità al cuore della comunità, ai suoi palazzi più antichi, ai suoi luoghi simbolo che non possono essere umiliati dall’ingombrante presenza delle automobili.

Perché una città che ha come sua agorà un parcheggio non si può dire civile.

Cartolina di piazza del Popolo negli anni ’50

Certo, negli anni del miracolo economico, dell’Italia che risorgeva da una guerra devastante, ci stava un peccato di vanità a suggellare il cambio di status, ma ai tempi dell’auto elettrica e dell’economia sostenibile, perdurare in questo atteggiamento e quantomeno grottesco.

Lo hanno capito tutti, dalla Svezia alla Spagna, dalla Francia all’Ungheria, nella terra dei motori però, certe abitudini sono dure a morire e finora nessuna amministrazione pesarese è riuscita nell’impresa di liberare piazza del Popolo dalle marmitte puzzolenti.

Eppure, Matteo Ricci ha raccolto la sfida e sembra molto determinato nel portare a termine una rivoluzione che ha un valore assoluto, forse superiore ai tanti lavori pubblici che stanno cambiando il volto del centro storico di Pesaro. Imbeccato da un bel servizio di Thomas Delbianco intitolato “Mission impossible” (pubblicato sul Corriere Adriatico dello scorso 8 febbraio ndr), ha risposto direttamente dal proprio profilo Facebook lanciando una sfida alla città. “Stamattina questo titolo mi ha provocato – scrive Ricci – lo volevo già fare ma a questo punto anticipiamo, dal 23 febbraio, data di avvio di Rossini150, piazza del Popolo si chiude alle auto e diventerà pedonale! Mai più auto parcheggiate in piazza, abbiamo ordinato stamattina le sfere per la delimitazione”.

Il messaggio è inequivocabile e la speranza è che questa volta la pastoia di resistenze e tagliole burocratiche venga finalmente stroncata, considerando che in passato tutti i tentativi in questo senso sono miseramente falliti.

E poco importa che lo stesso Comune abbia anche attivato un efficiente e gratuito servizio navetta per il San Decenzio, ci sono delle persone che ancora parcheggiano in piazza del Popolo per andare a lavorare. Con buona pace di Rossini, della bicipolitana e della dignità del luogo più rappresentativo della città. Speriamo che le palle di pietra ordinate da Ricci non finiscano in qualche magazzino polveroso.

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Stefano Mascioni

Milanese per vocazione, innamorato della provincia di Pesaro, tra i primi in Italia a diventare giornalista professionista lavorando per una testata online. Il sogno proibito: fare informazione di qualità.

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