Competenza & qualità

di Paolo Pagnini

Essere competenti, essere informati, conoscere, sapere e saper fare, e magari anche voler approfondire, sono caratteristiche e attitudini individuali che ho sempre considerato componenti essenziali della capacità di adoperarsi, di impegnarsi, di impiegarsi, di dedicarsi a qualche attività.

L’incompetenza dunque non è un’offesa, ma un semplice stato d’essere in riferimento ad un certo tema e al quale, volendo, si può porre rimedio. Il “volendo” si trasforma in “dovendo” nel caso ci si voglia occupare di un tema, sul quale si è appunto “incompetenti”.

Siccome però dare oggi dell’incompetente a qualcuno viene appunto considerato ingiurioso, un po’ come dare dell’ignorante sia pur semplicemente intendendo “nel senso che ignora” (e come dimenticare Aldo Baglio/Ajeje Brazorf, che contrattaccava con un “e lei allora è imbecille nel senso “che imbelle”? – https://youtu.be/Sp1vjc3L1r0), il miglior modo di reagire in questi tempi confusi e dominati dalla “sòcial-crazia” sembra essere diventato quello di esserne fieramente orgogliosi.

La parola però è antica, discende addirittura da competere, e dunque se competente per derivazione è chi vorrebbe competere, incompetente è chi non ne ha i mezzi. E difficilmente, di solito, chi non ha mezzi per competere ostenta fierezza per questo.

Eccomi allora a proporre, per questo caso specifico, ovvero quello di chi non sa nulla di un certo argomento, ma se ne vuole occupare pur non avendo alcuna intenzione di acquisire quella conoscenza che gli permetterebbe di trasformarsi da incompetente a competente, ecco, dicevo, suggerisco un neologismo: scompetenza.

La scompetenza, nel mio personale dizionario, diventa dunque la caratteristica di chi è orgoglioso di non essere competente su un tema del quale però vuole occuparsi, e infatti se ne occupa, soprattutto disquisendo e dibattendo, possibilmente sui social.

La metto insieme alla squalità, ormai anche questa trionfante, soprattutto in quegli ambiti fatti di gare al ribasso che privilegiano appunto la bassa qualità dei progetti e delle proposte, per ossequiare il principio secondo il quale “se costa meno allora è meglio”.

E a proposito di squalità ricordo ancora quando, diversi anni fa, con l’aiuto di una formuletta matematica, avevo provato a suggerire un possibile rimedio a questa evidente aberrazione.

In quell’occasione invece di un ringraziamento ero riuscito ad ottenere una reazione offesa. Non saprei dire se mi ero imbattuto nell’ennesimo caso di incompetenza mascherata o in uno dei primi episodi di scompetenza conclamata.

A questo link: MokaBook, l’antologia con le prime sessantasette uscite di questa rubrica. https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/saggistica/380207/mokabook/

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Paolo Pagnini

Paolo Pagnini

Sono nato, leggo, scrivo e vivo a Pesaro. Qualcuno un giorno mi ha definito "divulgatore trasversale"

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