Da rifugiato ad angelo umanitario: storia di Alievski, da Pesaro verso Chios

di Stefano Mascioni

PESARO – Da rifugiato a campione di solidarietà. E’ la storia di Alievski Musli, rom, macedone di Skopje, arrivato in Italia nel 1989, all’età di un anno, in fuga dalla guerra che stava facendo a brandelli la ex Yugolsavia. Dopo un breve periodo a Foggia, la famiglia si sposta a Pesaro, dove Alievski trova un lavoro, mette su una famiglia, ha una compagna e un figlio di 9 anni, ma non si dimentica degli orrori passati, di chi sta vivendo oggi, sulla propria pelle, quello che lui ha vissuto in prima persona.

La mia famiglia è stata costretta a fuggire dalla guerra in Yugolsavia, io ero piccolissimo ma i racconti dei miei genitori mi hanno scioccato, la gente era martoriata senza pietà”.

E così, tre anni fa, fonda l’associazione Onlus “Stay Human”.

Ho iniziato pubblicando un post sul mio profilo Facebook per organizzare i primi aiuti, in poco tempo è diventato virale – spiega – e tantissime persone, da tutta Italia, si sono messe in contatto con me per darmi una mano e offrire aiuto, non potevo dimenticare le cose brutte che hanno costretto la mia famiglia a fuggire, dovevo fare qualcosa”.

Dalle parole ai fatti il passo è breve, e già nell’estate del 2015 Alievski riesce a stipare all’inverosimile un furgone di aiuti di ogni genere. Medicine, viveri, vestiti che fa viaggiare utilizzando le proprie ferie e raggiungendo, con altre 20 persone, il campo di Idomeni, al confine tra la Macedonia e la Grecia. La spedizione è un successo, i sorrisi dei rifugiati ripagano il gruppo della fatica e dei rischi corsi, così Alievski decide di fondare la onlus Stay Human, per organizzare ancora meglio il ponte umanitario. “Siamo in attesa di avere una sede per le nostre attività che abbiamo chiesto al Comune di Pesaro – spiega – il prossimo 23 aprile faremo un nuovo viaggio, questa volta andremo a Chios”. L’isola di Chios è il primo avamposto raggiunto dai profughi che scappano dalla Siria e che dopo aver raggiunto la Turchia s’imbarcano sulle carrette del mare per raggiungere il primo fazzoletto di terra greca. “Chios era un paradiso dei turisti, oggi è diventata una tappa obbligata per chi scappa dalla Siria e paga per lasciare la Turchia, disperati che si trovano in una situazione di emergenza, in centri di prima accoglienza super affollati, le stesse associazioni umanitarie sul posto sono in difficoltà. Ci sono 4 milioni di profughi bloccati tra Turchia e Libano e adesso, con la primavera e le condizioni del mare migliori, ricominceranno gli sbarchi”. Questa volta, il gruppo di Alievski, circa 15 persone, partirà con un aereo di linea portando con se solo i medicinali e comprando sul posto il resto degli aiuti necessari. “Abbiamo organizzato una raccolta fondi che si può finanziare anche acquistando le magliette dell’associazione Stay Human”. Per chi fosse interessato, si può mettere in contatto con l’associazione attraverso la pagina Facebook o visitando l’indirizzo www.stayhumanonlus.org.

Qui a Pesaro ho trovato tanta solidarietà, ma questa volta, porteremo con noi un videomaker che realizzerà un documentario su quello che stiamo facendo, speriamo di poterlo proiettare al nostro ritorno, vorremmo di legare il più possibile l’associazione a questo territorio”.

Un sorriso, un momento di sollievo, la speranza che viaggia con Alevski va oltre il semplice aiuto materiale. “Le persone ci sono grate, ci abbracciano, ci ringraziano – conclude – ma la loro vera speranza è lasciare il campo profughi e raggiungere la Germania o il nord Europa, quasi nessuno pensa di fermarsi in Italia”.

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Stefano Mascioni

Milanese per vocazione, innamorato della provincia di Pesaro, tra i primi in Italia a diventare giornalista professionista lavorando per una testata online. Il sogno proibito: fare informazione di qualità.

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