Personalità poliedrica e bugie, l’assassino di Sabrina è un pregiudicato. La cocaina elemento scatenante

di Stefano Mascioni

PESARO – Un’indagine lampo, ma non per questo meno complicata da risolvere, tanto che questa mattina, i vertici dell’Autorità Giudiziaria pesarese hanno partecipato alla conferenza stampa in Questura dove sono stati resi noti i particolari dell’operazione che ha messo dietro le sbarre Zakaria Safri, il marocchino di 38 anni che si ritiene abbia ucciso con una brutalità scioccante la commessa di 52 anni  Sabrina Malipietro. L’aggressione è avvenuta prima con le mani e poi si è passati al coltello che Safri ha preso direttamente nella cucina della casa della vittima, in via Pantano, sferrando due fendenti, uno allo sterno e uno al lato del collo. Poi la fuga con la Daewoo e la borsetta della donna, lasciata a pochi chilometri di distanza.

da sx il PM Cecchi, il capo procuratore Tedeschini e il PM Narbone

 Ho sentito il desiderio e la necessità di condividere con il nostro territorio la gratitudine che provo per il lavoro eccellente che è stato fatto e l’orgoglio di potersi avvalere di professionalità di questo livello che hanno risolto il caso in una manciata di ore

spiega il procuratore capo del tribunale di Pesaro Cristina Tedeschini, affiancata dai sostituti procuratori Silvia Cecchi e Fabrizio Narbone, che hanno lavorato senza sosta al caso passando la notte in bianco.  “Un omicidio che comincia con ignoti è un problema che con il tempo si aggrava, lo sforzo investigativo che viene profuso e la sua continuità sono fattori determinanti per il successo dell’indagine, le prime 72 ore sono cruciali”.

Non deve passare l’idea, che un’indagine breve sia un’indagine facile – spiega il capo della Mobile Silio Bozzi – è esattamente il contrario. Fin dalle prime battute lo sforzo è stato massimo. Il cittadino Marocchino è un soggetto dalla personalità proteiforme, è in grado di dire cose apparentemente credibili, tenere dei comportamenti diversi a seconda delle situazioni e delle contestazioni”.

Le immagini del delitto

Le indagini sono ancora in corso per ricostruire nel dettaglio le ore che sono costate la vita alla Malipietro, ma un elemento centrale è il consumo di cocaina, una pratica che pare fosse comune sia per il carnefice sia per la vittima. E proprio nell’ambiente che ruota intorno a questo elemento si sono concentrate le indagini che hanno incastrato Safri. Tutto il materiale probatorio è stato assicurato grazie all’eccellente lavoro della Polizia Scientifica, anche se ancora non è chiaro il movente. L’ipotesi è che tra i due, che si conoscevano, ci fosse una questione sospesa.  Safri, imbianchino disoccupato, aiutava di tanto in tanto il marito (separato) della vittima, che fa l’autotrasportatore, e quindi frequentava la casa della Malipiero, dove sono state ritrovate altre quantità di cocaina, anche se le accuse a carico di Safri rimangono di omicidio e furto.

Quello che appare – spiega il PM Silvia Cecchi – è che una pluralità di moventi non c’è. La vittima aveva un giro di frequentazioni a rischio per la qualità delle persone che frequentava, circostanze effettive fanno pensare che ci fossero dei sospesi di ordine personale

Safri, pur essendo cittadino marocchino, risiede in Italia regolarmente da molti anni e ha un figlio di 8 anni nato in Itala da una donna italiana. Ha precedenti penali per danneggiamento, violenza privata e resistenza a pubblico ufficiale che risalgonoa circa 10 anni fa

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Stefano Mascioni

Milanese per vocazione, innamorato della provincia di Pesaro, tra i primi in Italia a diventare giornalista professionista lavorando per una testata online. Il sogno proibito: fare informazione di qualità.

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Un pensiero riguardo “Personalità poliedrica e bugie, l’assassino di Sabrina è un pregiudicato. La cocaina elemento scatenante

  • 17/07/2018 in 5:12 pm
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    Complimenti 🎉

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