Guerra all’inquinamento: ecco la legge per ridurre la plastica in mare

PESARO –  «Questa legge punta alla riduzione di rifiuti plastici nelle spiagge e nelle acque marchigiane». Il consigliere regionale Andrea Biancani, presidente della Commissione Ambiente, sintetizza così l’obiettivo della proposta di legge, di cui è primo firmatario, approvata in Aula all’unanimità.

La lotta alla plastica in mare sta diventando una priorità, tanto da essere il tema scelto dall’Onu per la Giornata mondiale dell’ambiente, celebrata il 5 giugno scorso. Negli oceani e nei mari le materie plastiche superano ormai l’80% dei rifiuti e la percentuale è destinata a crescere. Una busta di plastica resta in mare 10-20 anni, una bottiglia 450 anni, le stoviglie da 100 a 1000 anni. «I rifiuti plastici – sostiene Biancani – sono un’emergenza non solo per l’ecosistema marino, ma anche, entrando nella catena alimentare, per la nostra vita quotidiana».

La situazione nelle Marche

«Nelle Marche – prosegue – la plastica si conferma il materiale più trovato sia in mare sia sulle spiagge. Secondo una recentissima indagine di Legambiente, nelle 7 spiagge marchigiane monitorate quest’anno, il 95,2% dei rifiuti è rappresentato da oggetti in plastica, piccoli frammenti per il 77,8%, per il 3,1% sono reti tubolari per l’allevamento dei mitili». Partendo da questo dato la proposta di legge promuove l’attivazione di misure per incentivare la raccolta dei rifiuti nei porti e contrastare la dispersione in mare, con particolare attenzione agli attrezzi di pesca dismessi o smarriti. Allo stesso tempo punta sulle nuove tecnologie, sostenendo investimenti in tecniche di pesca più sostenibili. «Il conferimento a terra sia dei rifiuti pescati accidentalmente, il cosiddetto Fishing for litter, sia delle attrezzature, come le calze per l’allevamento di cozze, le reti, i fili di nylon e le lenze da pesca, può essere reso più facile e meno costoso per i pescatori, con centri di raccolta attrezzati e meccanismi di premialità. Oggi in alcuni scali le isole ecologiche non ci sono affatto, in altri ci sono, ma c’è un problema logistico perché mancano un sistema di raccolta adeguato e una reale gestione. Nella proposta – entra nel dettaglio Biancani – vengono suggerite alcune misure per arrivare a un’efficace raccolta differenziata in tutti i porti marchigiani».

Il Tavolo tecnico istituzionale e le sentinelle del mare

Per raggiungere questo risultato la legge prevede di attivare un Tavolo tecnico istituzionale, già presente nella legge del 2009 in materia di gestione integrata dei rifiuti. «Serve un’alleanza tra istituzioni e mondo della pesca. Coinvolgere nella guerra alla plastica chi lavora in mare è un primo importante passo avanti. A questo tavolo di lavoro parteciperebbero non solo i rappresentanti dell’Autorità di sistema portuale e marittima, dei Comuni sede di porti e delle categorie di settore, ma anche delle Assemblee territoriali di ambito e degli enti di ricerca. Questo organismo – prosegue – fungerà da regia per accelerare l’approvazione e l’attuazione dei piani di gestione dei porti, e servirà per trovare una soluzione condivisa che ottimizzi i costi. Sarà valutata, seppure stiamo parlando di rifiuti speciali, la possibilità di introdurre un sistema di premialità tariffaria per incentivare la raccolta soprattutto tra i pescatori. Loro stessi, come hanno spiegato nel corso delle audizioni in Commissione ambiente, vogliono essere investiti di questa funzione di sentinelle del mare. Avviamo un percorso per riconoscere il valore ambientale dei pescatori, ma dobbiamo fornire loro gli strumenti per farlo senza un eccessivo aggravio di costi e di lavoro».

Educazione ambientale e innovazione

Altri aspetti della proposta sono l’educazione al rispetto del mare e gli investimenti nella ricerca di tecniche di pesca meno invasive. «Oltre a sensibilizzare i cittadini e gli operatori a non disperdere oggetti in mare e a ridurre il più possibile l’utilizzo di materiali in plastica usa e getta – conclude Biancani -, sarà fondamentale investire nella ricerca e nell’innovazione del settore ittico, sperimentando attrezzi in materiali alternativi alla plastica, più sostenibili e meno impattanti, e promuovendo nuove tecniche per il tracciamento delle reti. Seguendo i principi dell’economia circolare anche in mare dobbiamo diffondere la cultura del riuso e dello smaltimento».

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