Il SIULP respinge le polemiche: l’emergenza pachistani è un dato di fatto

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del direttivo SIULP

Nel corso del recente Congresso Generale del SIULP avevamo già evidenziato il problema relativo all’arrivo nel nostro paese e nel nostro territorio di molti profughi “dublinanti”, ossia che avevano già presentato, con esito negativo, istanza di asilo politico in altri paesi europei. Avevamo sottolineato come in tema di sicurezza i rappresentanti istituzionali e politici, a tutti i livelli, debbano fare sistema e collaborare. Il SIULP non ha mai sollevato polemiche di carattere personale ma, da sempre, evidenzia al fine di trovare delle soluzioni le problematiche legate alla sicurezza di tutta la nostra provincia. Non conosciamo personalmente e nessun quadro sindacale SIULP ha mai incontrato l’Assessore alla Sicurezza del Comune di Pesaro, il Sig. BARTOLUCCI, come non abbiamo mai letto nessuna sua parola di solidarietà o vicinanza al lavoro che gli uomini e le donne della Polizia di Stato svolgono tutti i giorni per fronteggiare l’emergenza immigrazione. Respingiamo con forza ogni suo tentativo di sollevare polemiche e di denigrazione nei confronti del Segretario Provinciale Generale del SIULP di Pesaro e Urbino, Marco LANZI. Il SIULP è una struttura democratica che sceglie, con regolari elezioni alle quali partecipano tutti gli iscritti, il proprio Segretario. I comunicati interni e pubblici sono sempre condivisi dal Direttivo e dalla Segreteria provinciale del SIULP, e nascono dall’ascolto e dalle richieste della maggioranza assoluta dei poliziotti di questa provincia che abbiamo l’onore di rappresentare. La nostra presa di posizione critica nei confronti della scelta di allocare la sede della Nuova Questura presso la sede dell’ex Intendenza di Finanza e la denuncia sull’emergenza profughi pachistani è condivisa dal Direttivo SIULP e da quasi tutti i colleghi, con l’unica eccezione di una sigla sindacale minoritaria legata alla CGIL. E’ gravissimo accusare il Segretario Provinciale SIULP di voler “emergere creando disinformazione” e di aver fornito dati non esatti sull’arrivo di profughi pachistani nella nostra città, differenti da quelli della Prefettura che ha semplicemente fornito dei dati generali sui profughi presenti. Altresì, i dati relativi all’arrivo di richiedenti asilo pachistani giunti a Pesaro sono ulteriormente cresciuti rispetto al nostro primo intervento. Solo nel mese di luglio abbiamo già raggiunto la cifra di 80, cifra superiore a quella registrata in tutti i sei mesi precedenti! La media generale delle altre Questure italiane di dimensioni analoghe alla nostra si attesta intorno alla cifra di 20/25 arrivi da inizio anno. E’ evidente che si tratta di una vera e propria emergenza per il nostro territorio, anche perché abbiamo appreso che gli stessi profughi pachistani hanno dichiarato alla stampa che, dopo aver girovagato per mesi in tutta Europa, una volta giunti a Milano, viene loro “suggerito” di andare a Pesaro dove saranno accolti senza problemi e, come afferma la stessa responsabile della cooperativa “Incontri per la Democrazia”, “convergono su Pesaro dove, evidentemente, per loro tutto è più semplice”. Perché l’Assessore alla sicurezza vuole negare l’esistenza del problema? L’Assessore è a conoscenza di quante risorse la Questura deve destinare all’accoglimento di questi profughi “dublinanti”? E’ a conoscenza delle gravi carenze di personale di tutti gli Uffici della provincia (Questura, Commissariati di Fano e Urbino, Polizia Stradale, Postale e Ferroviaria) che spesso ci impediscono di avere un numero adeguato di pattuglie sul territorio? Noi abbiamo sollevato il problema non per fare sterile e gratuite polemiche ma esclusivamente per cercare di trovare una soluzione che, siamo sicuri, sia il Prefetto sia il Questore riusciranno ad individuare, anche in raccordo con il Ministro dell’Interno e il nostro Dipartimento. Come ha sempre fatto, anche in questo caso, il SIULP cercherà di dare il proprio contributo per migliorare la sicurezza del nostro territorio.

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