Mordi e fuggi!

di Paolo Pagnini

Martedì  7 agosto sono andato a San Mauro Pascoli al concerto di Francesco De Gregori. Visto che avevo voglia di assistere ad un bel concerto, e che De Gregori ha scritto tante canzoni tra quelle che includo nell’elenco delle mie preferite in assoluto, per non rischiare di restare senza biglietto, l’ho comprato in prevendita, addirittura il 30 giugno.

Anche perché il concerto era molto ben pubblicizzato, e dunque, vista la indubbia caratura del personaggio, ritenevo il rischio per niente sopravvalutato.

In realtà, martedì una manciata di biglietti era ancora disponibile anche direttamente sul posto, ma poco prima dell’inizio l’organizzazione, attraverso la pagina facebook dell’evento, ha orgogliosamente annunciato il tutto esaurito.

Insomma io, per niente pentito di essermi preso in largo anticipo questo impegno, dopo un tranquillo tragitto di un’oretta d’auto, ho parecchio apprezzato il concerto e sono tornato a casa.

Di San Mauro Pascoli, ovviamente non ho visto nulla, se non la location dell’evento, una bellissima Villa Torlonia, sulla quale mi ero un po’ documentato con una veloce ricerca sul web nei giorni precedenti e della quale ho avuto modo di apprezzare soprattutto il cortile interno.

Tutto questo lo scrivo per ribadire un concetto a mio parere piuttosto banale, ma che spesso non risulta chiaro. Chi arriva per un evento non è turista ma è pubblico.

Dunque organizzare manifestazioni (dal punto di vista turistico) dovrebbe essere il mezzo e non il fine. L’evento è uno strumento di richiamo dell’attenzione, e anche di attrazione di un certo numero di visitatori, ai quali poi va dato il modo e il motivo per approfondire la conoscenza di un certo territorio, e magari invogliare a fermarsi qualche giorno, o almeno progettare un prossimo ritorno.

Ho volutamente scelto un caso limite, e ovviamente non mi permetterei mai di dare consigli non richiesti e tantomeno di esprimere critiche agli ottimi organizzatori del peraltro riuscitissimo concerto.

Quello che intendo sottolineare è che se invece, come accade dalle nostre parti, ci si prefigge un obiettivo di tipo turistico, l’evento singolo o il calendario di manifestazioni di richiamo, oltre che ben costruito ed esaurientemente pubblicizzato deve prevedere l’integrazione sinergica con una strutturata e quanto più varia e articolata possibile offerta di soggiorni con le più diverse tipologie di soluzione e prezzi.

Altrimenti va comunque bene, ma non è turismo. E’ spettacolo, intrattenimento, al limite cultura, ma non turismo. O almeno non turismo che porti ricchezza al territorio. Visto che spesso, in mancanza di offerte adeguate, quando non addirittura in carenza di disponibilità di posti letto, si finisce per fare inattesi (ma di certo molto apprezzati) regali ai vicini.

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Paolo Pagnini

Paolo Pagnini

Sono nato, leggo, scrivo e vivo a Pesaro. Qualcuno un giorno mi ha definito "divulgatore trasversale"

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