L’augurio agli studenti del Vescovo Coccia “Non siate disconnessi dai rapporti reali”

di Piero Coccia Arcivescovo di Pesaro

Cari studenti,

buon anno scolastico a voi, ai vostri docenti e a tutti coloro con i quali condividerete le gioie e le fatiche di questo nuovo cammino.

Mettere da parte la spensieratezza dell’estate e affrontare nuovi impegni non è facile, ma vorrei ricordarvi la domanda che Papa Francesco, a Cracovia, rivolse ai partecipanti alla Giornata Mondiale della Gioventù: 

Volete essere dei giovani – divano, che cercano solo comodità e piaceri attraverso evasioni di ogni tipo, mentre altri decidono il futuro per voi?”.

Sono certo che non volete questo, perché in ognuno di voi è presente, magari sopito o soffocato, il desiderio di essere protagonista della propria storia, di lasciare un’impronta nella vita, di rendere il mondo migliore di quello attuale.

Ebbene, la scuola è uno dei luoghi educativi che maggiormente vi aiutano non solo a risvegliare questo desiderio, ma anche a realizzarlo.

Perché lo studio sempre più approfondito dei programmi disciplinari favorisce l’apertura dell’intelligenza, la conoscenza di sé e della realtà; il vaglio critico del passato offre strumenti per imparare a entrare senza timore nella complessità del presente,  anche in vista dei vostri futuri percorsi di studio e professionali.

La scuola, inoltre, vi aiuta a vivere in relazione: con la dirigenza, con i docenti, i compagni, sempre più spesso provenienti da diverse tradizioni culturali.

Non siate disconnessi da questi rapporti reali! Fate tesoro delle dinamiche relazionali, senza sottovalutarne le difficoltà, ma affrontandole. La vita comunitaria sostiene la vostra libertà e vi aiuta a rimanere curiosi e costruttivi. 

Ai vostri docenti auguro di non farsi fuorviare dalle opinioni di tanti analisti che vi giudicano superficiali e vuoti. Voi siete un dono immenso per i vostri stessi educatori, perché li obbligate a rimettersi continuamente in gioco, a fare un lavoro su di sé, a interrogarsi sul proprio impegno e sulle proprie speranze. Li ringrazio anticipatamente per la passione e la competenza con cui si dedicheranno anche quest’anno a voi.

Mi permetto di rivolgere un pensiero particolare sia agli Insegnanti di religione cattolica, con l’auspicio che possano raccogliere le vostre domande di senso e accompagnarvi nel cammino di ricerca sia alle scuole cattoliche, che fra tante difficoltà offrono una proposta educativa cristianamente ispirata, apprezzata da molte famiglie.

Cari giovani, voi siete nel cuore della Chiesa e del Papa, che a ottobre vi dedicherà un Sinodo e chiamerà anche i non credenti a mettersi in ascolto delle vostre domande e aspettative.

In attesa di vivere questo importante evento, vi benedico e vi saluto con affetto e rinnovata stima.

 

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