Pesaro ai vertici della classifica di richiedenti asilo

di Marco Lanzi*

Seppure con numeri inferiori rispetto allo scorso luglio, l’arrivo di profughi pachistani nella nostra città non è terminato.

In seguito al crollo degli sbarchi quest’anno il Ministero non ha assegnato profughi alla nostra provincia. Altresì, un elevato numero di richiedenti asilo continua ad arrivare nei nostri territori via terra, soprattutto pakistani e afghani.

E’ un fenomeno veramente particolare, difficile da comprendere anche perché non siamo una città di confine ma siamo praticamente nel centro dell’Italia, lontani da qualsiasi rotta di accesso al nostro paese in relazione ai paesi confinanti del nord Europa.

Abbiamo contattato la nostra Segreteria nazionale e le abbiamo richiesto alcuni dati: il numero totale di richieste di protezione internazionale e quelle relative ai soli pakistani nel periodo dal 01.01.2018 al 20.09.2018.

I dati sono sorprendenti.

Con un totale di 492 richieste totali di protezione internazionali accolte siamo quasi in testa alla classifica nazionale, superati soltanto dalle grandi città metropolitane e da quelle città siciliane o di confine ove sono ubicati i C.A.R.A. (Centri di accoglienza per richiedenti asilo) e i C.I.E. (Centri di identificazione ed espulsione).

Solo per fare alcuni esempi, città sopra i 100.000 abitanti come Bologna (452 richieste di protezione internazionale accolte), Firenze (452), Verona (331), Padova (312), Taranto (326), Parma (289), Prato (269), Modena (264), Reggio Emilia (143), Perugia (328), Ravenna (439), Livorno (137), Foggia (381), Rimini (271), Ferrara (144), Sassari (56), Latina (479), Bergamo (323), Pescara (370), Trento (413), Forlì/Cesena (178), Vicenza (104), Terni (91), Novara (348), Piacenza (150), Ancona (476), quest’anno hanno raccolto meno richieste di asilo rispetto a Pesaro.

Gli altri capoluoghi di provincia della nostra Regione Fermo, Ascoli e Macerata hanno accolto rispettivamente un totale di 116, 237 e 200 domande di richiedenti asilo.

Se andiamo a estrapolare da tali richieste quelle relative ai cittadini di nazionalità pakistana il dato è ancor più incredibile.

Con un totale di 216 richieste, sempre nel periodo dal 01.09.2018 al 20.09.2018, in Italia siamo la sesta città in assoluto come numero di pakistani accolti. Inoltre, sino ad oggi sono state accolte anche 29 richieste di protezione internazionale di cittadini afghani, mentre sono 49 le analoghe richieste inoltrate da cittadini ucraini.

Per quanto riguarda il numero delle richieste presentate da cittadini pakistani, davanti a noi ci sono soltanto Gorizia (739), Udine (464), Caltanissetta (358), Crotone (354) e Milano (227). Tutte città o di confine e con importanti C.A.R.A..

Milano ha accolto solo 11 richieste più di Pesaro, mentre il confronto con le altre città con un numero di abitanti superiori a 100.000 unità dimostra ancora una volta quanto sia anomalo il flusso di arrivi registrato dalla nostra città: addirittura Roma (125 richieste di protezione internazionale relative a cittadini pakistani accolte) ha accolto un numero inferiore di richieste, così come Napoli (90), Torino (115), Palermo (77), Genova (15), Bologna (111), Firenze (44), Bari (158), Catania (65), Venezia (17), Verona (63),Messina (100), Padova (45), Trieste (135), Taranto (35), Brescia (47), Parma (23), Prato (45), Modena (24), Reggio Calabria (21), Reggio Emilia (18), Perugia (8), Ravenna (57), Livorno (26), Cagliari (26), Foggia (52), Rimini (10), Salerno (65), Ferrara (33), Sassari (0), Latina (19), Siracusa (35), Bergamo (27), Pescara (48), Trento (211), Forlì/Cesena (21), Vicenza (1), Terni (4), Bolzano (97), Novara (28), Piacenza (23), Ancona (108).

Tutte le altre province con meno di 100.000 abitanti ne hanno accolti molti meno di Pesaro, con numeri che vanno dall’unico pakistano accolto da Grosseto ai 145 di Savona.

Nelle Marche Fermo, Ascoli e Macerata ne hanno rispettivamente accolti 54, 60 e

Quasi tutti i pakistani che hanno chiesto asilo presso la nostra Questura, come avevamo già evidenziato lo scorso luglio, sono “dublinanti”, ossia cittadini extracomunitari che hanno già richiesto con esito negativo protezione internazionale in altri Stati europei, la maggior parte in Germania e Austria.

Nel 2017 i richiedenti protezione internazionale di nazionalità pakistana, quasi tutti provenienti sempre via terra, sono stati “solo” 87.

Questi dati fanno spontaneamente emergere una serie di interrogativi e di riflessioni.

Come è possibile che una città nella nostra posizione geografica, al 50° posto nella classifica dei capoluoghi di provincia con più residenti (94.958), al di fuori di qualsiasi crocevia legato ai flussi migratori, lontana da qualsiasi struttura di accoglienza (C.A.R.A. o C.I.E.), abbia numeri così elevati di richiedenti asilo e in particolare di cittadini pakistani? Qual è la causa di questo eccezionale aumento nell’arco di un solo anno di richiedenti asilo pakistani?

A fine anno registreremo un aumento ancora maggiore tenendo anche conto che la statistica di quest’anno si ferma al 20 settembre.

Altro aspetto non secondario è che la trattazione di queste pratiche comporta importanti carichi di lavoro per gli uffici della Polizia di Stato ed in particolare del nostro Ufficio Immigrazione, che rispetto agli analoghi Uffici di gran parte delle città sopraccitate ha un organico nettamente inferiore. Inoltre, altre aliquote di personale della Questura sono state impiegate in servizi di ordine pubblico per disciplinare e controllare l’elevata concentrazione di stranieri proprio di fronte all’ingresso dell’Ufficio Immigrazione, in via Flacco.

Una situazione difficile da gestire sotto tutti gli aspetti e che toglie molte risorse al controllo del territorio e ad altre importanti attività di polizia: ogni pratica aperta per un richiedente asilo comporta innumerevoli passaggi burocratici dovuti anche ai ricorsi e alle reiterazioni delle istanze. Inoltre, in quanto riteniamo che molte di queste richieste saranno rigettate per manifesta infondatezza dovranno essere eseguite le conseguenti espulsioni, sempre da parte di personale della Questura.

Nel corso del 2017, la maggior parte dei profughi accolti nella nostra provincia, in quanto provenienti da sbarchi, sono stati assegnati alla nostra provincia direttamente dal Ministero dell’Interno nell’alveo di un piano di ripartizione nazionale.

Come dato emblematico, nel 2017 spicca il numero dei cittadini nigeriani che hanno presentato domanda d’asilo: 187.

Recentemente, molti arresti per spaccio di droga nel nostro territorio sono riconducibili a cittadini nigeriani e pakistani richiedenti asilo. Una correlazione diretta tra questi fatti di cronaca e il numero di richieste d’asilo accolte nella nostra provincia che ci vede praticamente in testa alle classifiche nazionali non è certo dimostrabile.

Altresì, non vorremmo che continuando di questo passo, concentrando in un territorio relativamente piccolo come il nostro profughi appartenenti solo ad alcune etnie, si creino condizioni simili a quelle di altre città ove dei quartieri interi sono in mano alla mafia nigeriana o si verifichino eventi come quelli di Macerata, ove lo scorso gennaio è stata uccisa e fatta a pezzi la diciottenne Pamela.

A Castel Volturno la mafia nigeriana ha addirittura estromesso la camorra.

E’ oramai conclamato anche da un punto di vista investigativo giudiziario che i nigeriani siano orami primari protagonisti non solo del traffico di esseri umani, ma anche della droga, delle truffe on-line e nello sfruttamento della prostituzione. Lo stesso Procuratore Capo Palumbo, già con una sua relazione del 2011, denunciava la forte presenza nel nostro territorio di associazioni criminali nigeriane e del centro e nord Africa.

Questi sono i dati reali. Non risolveremo mai i problemi negandone l’esistenza ma solo arginando e monitorando con la dovuta attenzione certi fenomeni e con adeguate misure di prevenzione e di controllo del territorio.

*Segretario Provinciale SIULP

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Un pensiero riguardo “Pesaro ai vertici della classifica di richiedenti asilo

  • 07/10/2018 in 11:41 am
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    È evidente che i fenomeni migratori sono gestiti da attori che hanno un potere smisurato al quale non è facile opporsi. a questo va sommata la sete di potere dei politici usciti sconfitti dalle elezioni di far credere che non è cambiato nulla e dimostrare che il governo attuale sta fallendo anche qui. difficile pensare però che noi italiani, che viviamo mostrandoci fighi sui social e i nostri problemi al massimo riguardano la scelta del locale da frequentare in serata, non ci faremo sopraffare dalla marea di “affamati” che stiamo accogliendo. quando ce ne accorgeremo sarà già troppo tardi.

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