La vita che ti chiama è tutto l’amore da scrivere

di Antonino Pasqualino Di Gregorio

Giocherò a carte scoperte questa settimana, vi svelerò subito che il suggerimento di questa volta sarà anche un invito per venire a conoscere in LIBRERIA CAMPUS MONDADORI BOOKSTORE in via Rossini 33 a Pesaro, l’autore del libro di cui vi sto per scrivere.
Incontrerò MATTEO BUSSOLA venerdì 26 alle sei e mezza della sera, e parleremo del suo LA VITA FINO A TE, o forse dovrei dire che LA VITA FINO A TE sarà il pretesto per una chiacchierata sui temi che lo scrittore affronta nei suoi scritti, può darsi che la nostra chiacchierata cominci la tra le righe del suo libro

In queste pagine ho scelto di illuminare le cose che per me hanno un senso: l’amore dove lo scorgo – compreso quello dal quale, per paura o vigliaccheria, sono fuggito – , la cura quando mi colpisce, il dolore da cui ho imparato, la bellezza in quel che c’è, anche quando arriva o è arrivata inattesa e quasi a far male. Soprattutto, quella che si annida negli angoli più bui, attirandomi come un’esca. Accogliendomi come un’occasione. Quella rossa della passione, quella blu della nostalgia e della consapevolezza, quella verde della memoria e della scoperta. Che se le sommi insieme come nelle antiche teorie cromatiche, dànno il bianco della rinascita.”

 

Ho letto gli scritti “del Bussola” fin dal suo primo libro, uscito nel duemilasedici Notti in bianco, baci a colazione, mi incuriosì molto il suo approccio alla genitorialità ed alle relazioni genitori/figli – figli/professori – professori/genitori, trattato in Sono puri i loro sogni, fu interessante parlarne con lui lo scorso febbraio nella stessa sala dove lo ospiteremo questa settimana.

Mi stimola molto la riflessione quando lo leggo, mi fa soffermare a pensare a quali sono le cose realmente importanti. Anche se non sono padre, e non ho figlie per le quali lasciare un posto migliore quando non ci sarò più, mi fa chiedere cosa posso fare nel mio piccolo per migliorare questo scorcio di globo in cui vivo, e scomodando un paragone illustre, più semplicemente mi ricorda di “essere quel cambiamento che vorrei vedere negli altri”

Ho scoperto che quel granello, per me, brilla di più se lo trovo  dietro il travestimento dell’ordinario: impigliato negli angoli d’un paio d’occhi, fra le pieghe di un cappotto fuori moda, nel ricordo di un bacio alla stazione, nel campanello di una bicicletta. Quando ci riconosciamo nelle vite degli altri, o ritroviamo noi stessi nella nostra.
Nell’istante in cui intravedi la bellezza lì nel setaccio, che affiora.
Mentre la vita che ti chiama è tutto l’amore da scrivere, ancora.”

 

Qual è il vostro granello? come lo trovate, se lo cercate; chi sono le persone per le quali e con le quali percorrete la vostra strada? Quanto amore e quanta vita avete ancora da scrivere?

Buoneletture
Buonavita

p.s.:

Se volete venire a conoscere MATTEO BUSSOLA e porgergli qualche domanda vi aspettiamo

venerdì 26 ottobre alle sei e trenta della sera
Libreria Campus Mondadori Bookstore
Via Rossini, 33
Pesaro

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