Le regole del GAME!

di Paolo Pagnini

Oggi rubo il mestiere al mio esimio collega Antonino Di Gregorio, che ogni settimana dispensa, da queste stesse “pagine” i suoi suggerimenti (o meglio le sue suggestioni) di lettura, attraverso la sua rubrica settimanale (https://ilfoglia.it/category/paroledarancio/).

Dopo aver preventivamente verificato che lui, questa settimana si fosse occupato di altro, e forte del fatto che io questo libro l’ho già finito e lui invece ancora no, questa settimana, dunque, lo brucio sul tempo, scrivendo di “The Game”, il nuovo imperdibile libro di Alessandro Baricco.

Come ho scritto in un commento proprio alla sua rubrica, l’arte del dire senza svelare, del raccontare senza spoilerare, è un mestiere difficile e raffinato, ma è il miglior espediente che io conosca per invogliare alla lettura. E dunque vediamo se riesco a farvi venire voglia di impadronirvi di questo (ripeto) imperdibile volumetto, senza raccontarvi troppo.

Già il fatto che io l’abbia definito per ben due volte “imperdibile” dovrebbe convincervi, se non altro sulla fiducia. Ma voglio mettermi comunque d’impegno, anche perché, non trattandosi di un romanzo, posso ardire a sbilanciarmi un po’, visto che lo stesso Baricco (o meglio “chi per lui”, come lui stesso ha spiegato), nella sua pagina ufficiale ne pubblica diversi estratti (www.facebook.com/AlessandroBariccoofficial/).

Qualcuno starà pensando: e per forza.. deve venderlo, per cui si fa pubblicità!

E il punto da cui possiamo partire può anche essere proprio questo: chi scrive, chi legge, chi parla, chi ascolta, chi telefona, chi naviga, chi vota, chi si astiene, chi lavora, chi non lavora, chi guarda la tv e chi invece non la guarda, insomma, per farla breve tutti fanno (facciamo) parte del GAME. E se ne facciamo parte non possiamo prescindere dal seguirne, e a volte subirne, metodi e regole.

Ecco, il libro di Baricco ci fa scoprire queste regole e per farlo la prende larga e ci racconta da chi, dove e come è nato, e come si è poi sviluppato questo GAME che la vita di tutti avvolge e permea.

E lo fa nel modo che narrativamente io definisco apparentemente ingenuo: quello di chi all’inizio non sa nulla e impara a poco a poco facendo il ricercatore e contemporaneamente ci tiene aggiornati sull’esito delle sue ricerche.

In questo modo gratifica sia il neofita che l’esperto, che procedono, magari con passo diverso ma entrambi spediti, su un percorso che il sopraffino “storyteller” ha disseminato di spunti sorprendenti, ribaltamenti di prospettiva, curiosità storiche e citazioni memorabili.

E soprattutto lungo la via mette in fila tutti i files che ciascuno di noi già usa inevitabilmente e in alcuni casi inconsapevolmente, ma che conserva disordinatamente sparsi qua e là.

Ecco, questo libro riordina i nostri files, li integra, e poi sul finale collega i puntini, in modo che noi si possa, facendo un paio di passi indietro, guardarli da abbastanza lontano da mettere a fuoco la visione d’insieme. E a quel punto, un po’ come si faceva un tempo con quelle mappe murali cittadine, cercare di orientarsi appoggiando il dito sul bollino con la scritta “voi siete qui”.

Quando a dicembre dello scorso anno avevo assistito a Roma ad una sorta di anticipazione del lavoro che Baricco aveva appena iniziato, mi aveva spiazzato quello che a me era sembrato un  genuino stupore, una entusiastica meraviglia di fronte ad alcune semplici e un po’ banali verità che andava svelando.

Forse anche quello stupore faceva parte dello “storytelling” della costruzione del libro, ma a me piace più pensare che lui, all’inizio, ne sapesse veramente poco, e che dunque da curioso e da ricercatore si sia addentrato in qualcosa che solo dopo un po’ ha iniziato a capire cosa fosse, e che ha battezzato genialmente THE GAME, e che ne sia uscito solo quando ha capito di avere una buona storia da raccontare, visto che qualcuno a cui raccontarla, ormai è certo, Alessandro Baricco ce l’ha. Sempre.

Crediamo che la rivoluzione mentale sia un effetto della rivoluzione tecnologica, e invece dovremmo capire che è vero il contrario”  pagina 31

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Paolo Pagnini

Paolo Pagnini

Sono nato, leggo, scrivo e vivo a Pesaro. Qualcuno un giorno mi ha definito "divulgatore trasversale"

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