Ecco la strategia contro l’emergenza acqua

Mostrare al territorio una fotografia puntuale su “Acquedotti e Approvvigionamento idrico” nella provincia di Pesaro Urbino e ribadire la necessità  di attuare la pianificazione pluriennale degli investimenti per realizzare interventi strategici e strutturali in grado di mettere il territorio al riparo da crisi e/o emergenze idriche e sempre più frequenti anche a seguito dei cambiamenti climatici. E’ lo scopo del workshop organizzato dall’Assemblea di ‘Ambito Territoriale Ottimale n. 1 Pesaro Urbino, in collaborazione con i due gestori del servizio idrico Aset e Marche Multiservizi. Dopo i saluti iniziali del sindaco di Pesaro Matteo Ricci e del presidente di Marche Multiservizi Massimo Galuzzi il presidente Aato Marche Nord Daniele Tagliolini ha aperto apre ufficialmente i lavori che nel corso della mattinata si sono sviluppati con le relazioni del diirettore della Protezione Civile delle Marche David Piccinini, il direttore Aato Marche Nord Michele Ranocchi e del prof. Nanni della Politecnica di Ancona. A seguire una tavola rotonda con la partecipazione del presidente di Aset Paolo Reginelli, l’amministratore delegato di Marche Multiservizi Mauro Tiviroli e il responsabile Enel Green Power Hydro Area Centro-Sud Angelo Guastadisegni ed il Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli.

Il punto della situazione

Il servizio acquedotto in provincia di Pesaro Urbino può contare su un sistema infrastrutturale costituito da 5.600 km di rete di acquedotti, 742 serbatoi, 554 punti di prelievo idrico e 192 stazioni di sollevamento per il solo settore acquedottistico. Questo sistema consente ai gestori del servizio idrico di garantire la copertura pressoché totale del territorio ma non lo mette al riparo da situazioni di crisi idrica nel corso delle stagioni estive caratterizzate da scarse precipitazioni atmosferiche. Questo a causa di un’eccessiva dipendenza dell’approvvigionamento idrico da fonti superficiali (corsi d’acqua, invasi artificiali e pozzi di subalveo), di una scarsa interconnessione tra i principali acquedotti e dalle perdite di acqua dalle reti di adduzione

I prossimi obiettivi

L’ Aato per mettere al riparo il territorio dalle situazioni di emergenza idrica ha definito una pianificazione grazie alla quale sono stati individuati alcuni siti potenzialmente idonei all’utilizzo  di risorse idriche sotterranee che consentiranno al territorio di avere fonti di approvvigionamento stabili anche nei periodi estivi e di essere meno dipendenti da derivazioni superficiali. L’obiettivo finale è quello di riequilibrare il rapporto tra approvvigionamento idrico derivante da acque di superficie e approvvigionamento idrico derivante da acque sotterranee. La pianificazione Aato mira anche a superare l’eccessiva frammentazione degli impianti di adduzione con progetti di interconnessione degli attuali acquedotti.

 

Gli interventi strategici messi in campo – ha evidenziato Daniele Tagliolini – porteranno alla soluzione di un problema storico, quello dell’approvvigionamento idrico, che nel territorio provinciale dipende per l’ 80%% da acque superficiali, richiedendo trattamenti di potabilizzazione spinta molto costosi, a differenza del resto delle Marche dove il prelievo avviene soprattutto da falde sotterranee. La risorsa idrica è un elemento fondamentale per la qualità della vita di un territorio ma anche per la competitività del tessuto socio-produttivo e per la nostra provincia il settore turistico sia della costa che delle aree interne è e potrà sempre di più essere fattore critico di successo quindi è doveroso cercare soluzioni che siano compatibili per la loro fattibilità in termini di legislazione, pianificazione, tempistiche e risorse economiche. Accanto a ciò abbiamo portato avanti azioni per la gestione ottimale delle risorse idriche mettendo al centro una forte sensibilizzazione su un consumo razionale e consapevole a partire dalle scuole”

 

Andare verso la diversificazione dell’approvvigionamento idrico, interconnettere le reti, è il modo migliore per superare il problema – spiega  il Presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli – il principio di rete è quello che domina oggi il mondo ed ha dato i suoi risultati in termini di potenza, basta pensare al web.  Il sisma che ha colpito le marche ha cambiato la portata dell’acqua con momenti di criticità che poi sono stati stabilizzati. Questo dimostra come sia necessario Investire in un  piano strategico per prendere una via diversa. Dipendere solo dalle acque di superficie è un grande  limite,  primo perché mette a rischio quello che è il minimo vitale della portata di un fiume e secondo luogo perché in momenti di siccità, con tutto quello che comporta il cambiamento climatico,  si rischia di avere lunghi periodi di difficile approvvigionamento e la necessità di fare ricorso ad autobotti  e a forme alternative molto costose e impattanti sotto il profilo ambientale. Ad un intervento straordinario bisogna far seguire una manutenzione ordinaria per preservare la capacità di invaso”.

Possiamo dire che grazie all’azione dell’Aato di questi ultimi anni questo territorio ha finalmente una pianificazione strategica pluriennale di investimenti– spiega l’amministratore delegato di Marche Multiservizi Mauro Tiviroli grazie alla quale dare risposte strutturali alle criticità che emergono nell’approvvigionamento idrico nel periodo estivo. Un fenomeno purtroppo sempre più frequente anche a causa dei cambiamenti climatici in atto. Una risposta che passa obbligatoriamente per un riequilibrio nel rapporto tra approvvigionamento idrico derivante da acque di superficie e approvvigionamento idrico derivante da acque sotterranee. Fondamentale per questo territorio è anche il tema delle interconnessioni vallive grazie alle quali trasferire la risorsa idrica da dove è presente a aree in cui invece è carente. Una strategia più immediata che con poche risorse permetterebbe di recuperare 1,5 milioni di metri cubi dagli invasi di San Lazzaro, di Tavernelle e del Furlo si basa invece una corretta pulizia degli invasi”.

 

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