Un Natale che ci interpella alla responsabilità

di S.E. Piero Coccia*

E’ un percorso simbolico quello che il Natale di quest’anno ci invita a compiere. Dal locale affollato della discoteca di Corinaldo, dove si è verificata una tragedia che ha travolto emotivamente tutti, alla Santa Casa di Loreto, meta del recente pellegrinaggio di tutte le diocesi marchigiane guidate dai loro pastori e a cui ha partecipato anche la nostra Arcidiocesi.

Da un luogo incapace di colmare la solitudine dei nostri adolescenti e giovani a quello in cui il Signore ha annunciato la sua venuta in mezzo a noi assicurandoci la sua perenne presenza.

E’ giusto, come è avvenuto da ogni parte in questi giorni, indignarsi per una tragedia che poteva e doveva essere evitata. Se ci sono responsabilità queste vanno accertate e condannate con chiarezza e fermezza.

Avvertiamo però che tutto ciò non riuscirà a confortare i nostri cuori di pastori, di genitori, di docenti, di educatori, di cristiani. Non ci farà sentire a posto, non ci libererà dalle “nostre” responsabilità.

Gli adolescenti e i giovani sono infatti accanto a noi ogni giorno e ci interpellano costantemente con il tumulto dei loro cuori, le infatuazioni, l’entusiasmo di cui si accendono all’idea di partecipare a una festa, di condividere la gioia con gli amici, di stare di fronte a un loro mito, per quanto fatuo possa apparire ai nostri occhi di adulti.

Tutti segnali, ancora appannati, di quell’esigenza che, crescendo e maturando, metteranno meglio a fuoco: esigenza di relazione, di appartenenza, di identità.

Come non avvertire allora il richiamo, lanciato da Papa Francesco anche nel Sinodo dello scorso ottobre, a scuoterci dal nostro torpore e a prendere a cuore seriamente i nostri adolescenti e i nostri giovani!

Cari genitori, è a voi, prima di tutto, che mi rivolgo, perché la famiglia svolge un ruolo privilegiato nell’educazione. Essa è l’ambito in cui inizia a impiantarsi il seme del futuro e non può delegare a nessuno questo compito.

State vicini ai vostri figli, custoditeli, vigilate sulle loro amicizie, ascoltateli, dialogate con loro, confrontatevi, accompagnateli nel giudizio.

Non stancatevi di insegnare il valore sacro della vita, il rispetto di se stessi e degli altri. Seminate possibilità di bene. Sappiate dire quando è necessario anche dei «no» “Un no di oggi può essere un sì alla vita di domani”.

Questo stesso invito lo rivolgo ai docenti e agli educatori che in diversi ambiti vengono a contatto con i nostri adolescenti e giovani: è indispensabile rafforzare il loro senso di responsabilità, arginare gli atteggiamenti distruttivi, cercare di costruire un tessuto umano fondato su valori comuni e sulla ricerca di senso.

So bene che la crisi del nostro tempo coinvolge anche noi adulti, che ci sentiamo sempre più disarmati di fronte a questo arduo compito: occorre farsi aiutare, cercare ambiti di formazione anche per adulti, praticare un’educazione permanente.

Un pensiero particolare lo rivolgo poi alla comunità cristiana della nostra città.

Come chiesa impariamo, innanzitutto, a guardare i nostri adolescenti e giovani con lo sguardo di Gesù, che nasce in mezzo a noi. Uno sguardo capace di intravedere in loro non solo la spensieratezza e a volte l’euforia, ma  anche una loro straripante potenzialità di attese, di desideri, di capacità di bene e di grande altruismo.

C’è una luce buona che brilla dentro il loro animo. Aiutiamoli a non spegnerla. Facciamoci sempre trovare vicino a loro per accoglierli, per ascoltarli e per accompagnarli. Il Mistero del Natale ci chiama a questo.

Affidiamo le loro vite ed il loro futuro alla protezione della Sacra Famiglia.

Con la mia paterna benedizione.

*Arcivescovo di Pesaro

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ok
Questo sito utilizza cookies di profilazione e di terze parti che consentono di migliorare i nostri servizi per l'utenza. Continuando a navigare, accetti l'utilizzo dei cookies da parte di questo sito