Gabicce: la banca non sente ragioni, l’anziano invalido deve firmare allo sportello

di Mara Gaudenzi

Circa un anno fa chiesi alla Banca dell’Adriatico, ora Banca Intesa SanPaolo, di estinguere il deposito titoli di nostro padre, che è un anziano invalido.

Ha 84 anni, non è autonomo e avverte i primi segni di demenza senile.

Le istituzioni finanziarie sono in una posizione unica per aiutare gli anziani a proteggere i loro risparmi prima che quei pochi soldi accumulati in una vita lascino i loro conti. E

come clienti di lunga data della filiale di Gabicce Mare pensavamo che la banca in questione potesse mostrarsi vicina a un anziano genitore invalido. Abbiamo invece vissuto con molta pena la questione della invalidità, poiché la banca ci ha costretto a trasportare nostro padre, con tutta la sua fragilità, fino allo sportello bancario solo per fare una firma e così evitare una ulteriore perdita di denaro. La richiesta di aiuto rivolta al responsabile della suddetta banca di Gabicce Mare al fine di rendere praticabili alcune alternative è rimasta inascoltata; sebbene avessimo spiegato che mio padre necessita di una assistenza continuativa e che sottoporlo allo sforzo di recarsi in banca era sicuramente eccessivo per la sua difficile condizione di salute. La fiducia che il rapporto fosse stato stabilito in una banca che cerca i migliori interessi del cliente era mal riposta e le cose sono andate diversamente. Non è stato in alcun modo possibile evitare che mio padre si vedesse costretto, nella sua condizione di deterioramento delle capacità motorie, della vista e con l’artrite alle mani, allo stress di recarsi in una fredda giornata di dicembre in banca, luogo da cui il cartaceo sembra essere scomparso perché sostituito dai tablet. Poiché la firma digitale ha soppiantato quella sul modulo di carta, non ci è stata fornita alcuna possibile alternativa.  Sappiamo, tuttavia, che con un pensiero attento e una buona dimostrazione di volontà e di implementazione, le cose sarebbero potute andare diversamente, consentendo a mio padre di evitare di essere esposto a tensioni, affaticamento e alle intemperie invernali per apporre una firma e così salvaguardare i propri risparmi. Oggi la banca ha perso un’opportunità di mostrarsi amica dell’anziano per consentirgli in sicurezza e integrità di svolgere quelle piccole operazioni bancarie che permettono di mantenere la qualità del vivere quotidiano. E abbiamo avuto la dimostrazione di come un istituto finanziario non dovrebbe comportarsi.

Proteggendo la propria clientela, le banche dovrebbero ridurre al minimo il proprio rischio e le perdite finanziarie, rafforzando la fiducia nei clienti, e adottare pratiche amichevoli per le persone anziane.

Le persone in età senile sono sia una parte sostanziale dell’economia sia clienti essenziali per il settore bancario. Uno dei punti di forza di un sistema bancario che non emargina gli anziani è che, se una banca è in grado di fornire un buon servizio ai suoi clienti più vecchi, può fornire un servizio eccellente a tutti. Una banca che migliora i suoi sistemi e servizi per assistere i suoi clienti più anziani è probabile che troverà il resto della clientela deliziato dal miglioramento.

Grande è la differenza tra coloro che, suscettibili di rendere più decorosa la vecchiaia di un essere umano in età senile e per di più invalido, agiscono nel rispetto di quei  valori che, oltre a non passare mai di moda, mai e poi mai saranno surclassati dall’ultimo ritrovato della tecnologia, e coloro che “scire recta, sed non agere”.

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ok
Questo sito utilizza cookies di profilazione e di terze parti che consentono di migliorare i nostri servizi per l'utenza. Continuando a navigare, accetti l'utilizzo dei cookies da parte di questo sito