Il meglio del meglio!

di Paolo Pagnini

Qualche giorno fa facebook è stata invasa da decine di commenti (principalmente scandalizzati, ma anche ferocemente sarcastici, velatamente ironici, disincantatamente stupefatti ecc…) riferiti ad un link nel quale un tale per me più che sconosciuto, ma che ho poi scoperto essere un famoso (non abbastanza) scrittore francese, affermava di trovare le donne di cinquant’anni invisibili, e di preferire quelle di venticinque.

Qui ci stanno almeno 30 secondi da riservare alla riflessione personale del mio lettore.

Fatto?

Adesso dico cosa penso io

Per cominciare, io che di anni ne ho qualcuno in più del cinquantenne scrittore (che, a proposito, ho scoperto che non è/era completamente sconosciuto solo a me), mi sono subito ricordato del  compianto Max Catalano, filosofo del salotto di “Quelli della Notte” di arboriana memoria, che sul tema aveva offerto la riflessione definitiva:

È meglio innamorarsi di una donna bella, intelligente e ricca anziché di un mostro, cretino e senza una lira.” E già questo basterebbe (http://www.teche.rai.it/2015/05/le-catalanate-di-quelli-della-notte/).

Poi ho pensato a tutti i social-censori che in fede più o meno buona continuano ad ogni occasione di indignazione/denuncia a pubblicizzarne gratuitamente l’oggetto, regalando all’argomento stesso e dunque al suo (astuto?) autore, quello che probabilmente è l’unico vero motivo di certe esternazioni.

Infine, mi sono interrogato, e su questo ho anche scritto un commento ad un post sul tema che il filosofo (vero) Franco Bolelli (ovviamente senza link) ha dedicato all’argomento, definendolo un “un furbesco e peraltro riuscito tentativo di autopromozione via provocazione (della misera serie “come posso far parlare di me?”)” e linkando un suo (quello sì, autorevole ed illuminante) contributo video: www.cnlive.it/beauty/2016/10/25/gbs-franco-bolelli-non-bellezza-non-carattere.html.

Mi sono interrogato, dicevo, riflettendo su quello che di slancio avevo scritto nel mio commento, sulla “efficacia del misero, e sulla accettabilità o meno dell’adozione di misere tecniche di autopromozione …”, visto che, evidentemente funzionano e dunque efficaci lo sono.

Voglio dire che in questo mondo di ipercomunicazione spinta, nel quale sembra ormai valere tutto, è accettabile l’idea che anche un concetto banalmente becero e in qualche modo misero possa essere scientemente e coscientemente utilizzato, con la complicità più o meno consapevole di media ufficiali e spargivirus compulsivi, per farsi conoscere, e soprattutto per VENDERE un libro?

Perché sono convinto che alla fine, di questo, si parli. Di vendere un libro di cui io (e tanti con me) nulla sapevo e mai avrei saputo; così come del suo per me supersconosciuto autore e delle sue patinate fantasie e preferenze erotico/sessuali.

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Paolo Pagnini

Paolo Pagnini

Sono nato, leggo, scrivo e vivo a Pesaro. Qualcuno un giorno mi ha definito "divulgatore trasversale"

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