Gradara al fianco di Pascucci “Anche noi facciamo sventolare la bandiera della pace contro gli estremisti”

GRADARA – A seguito del caso sollevato su “la Repubblica” del 3 gennaio  in cui Casapound richiedeva la rimozione della bandiera della Pace dalla facciata del Comune di Cerveteri il Comune di Gradara si unisce alla lotta in sostegno del Sindaco Alessio Pascucci 

In questi ultimi mesi abbiamo assistito ad un escalation di violenza “psicologica” senza pari – si legge in una nota diffusa dal comune – L’opinione pubblica nazionale, in preda ad una ubriacatura politica sfrenata, sta seguendo le sirene di un pericoloso nazionalismo, dove la paura dello straniero e del diverso sta dando spazio al lato peggiore dell’essere umano. Il partito neofascista di CasaPaound, che incarna l’estremismo nazionalista per eccellenza, si è scagliato contro una bandiera che nelle sue fibre contiene un significato intrinseco impareggiabile: si tratta di una bandiera i cui colori sono sinonimo di speranza, fratellanza, uguaglianza e libertà, in una parola PACE! La bandiera della Pace, che da ben 5 anni è issata sulla facciata del palazzo comunale di Cerveteri, è stata attaccata da CasaPound che la ritiene illegale, chiedendo la sua rimozione”. 

Dalle parole del consigliere Federico Mammarella, e condivise dal Sindaco Filippo Gasperi e da tutta l’amministrazione, emerge chiaramente la volontà del Comune di Gradara di supportare la battaglia del Sindaco Pascucci, unendosi fieramente a questa resistenza, che diventa al tempo stesso “uno scontro di civiltà e democrazia contro le barbarie di un gruppo di populisti e razzisti che vorrebbero ridimensionare la nostra libertà di espressione, andando a ledere uno dei principi costituzionali per eccellenza: la libertà di parola. Per questa ragione, da questa mattina la bandiera della Pace è stata issata anche davanti al Palazzo comunale di Gradara” in “posizione distaccata dalle bandiere istituzionali”, come prevede la normativa, “per sottolineare e rimarcare la stupidità e la pericolosità di un gruppo politico estremista e xenofobo, che si riconosce nella violenza e nella paura”.

In questi ultimi mesi – precisa lo stesso Mammarella – stiamo assistendo ad un preoccupante rigurgito di forze neofasciste, che cercano di minare la stabilità democratica della nazione: gli italiani di oggi si stanno gradualmente ma inesorabilmente allontanando dai principi cardine della nostra Costituzione e della nostra stessa natura di italiani. L’accoglienza è sempre stata una elemento imprescindibile per la cultura mediterranea: fin dai tempi della Grecia classica l’ospitalità è sempre stato un valore inestimabile che rendeva lo straniero un ospite d’eccellenza a cui non andava assolutamente negata nessuna forma di aiuto o assistenza in caso di necessità. L’accoglienza era una questione sacra, un dovere. Oggi più che mai questa tradizione secolare si sta perdendo tra le nebbie di una diffidenza patologica nei confronti dell’altro, rendendoci sempre più impauriti e chiusi su noi stessi. E’ necessario interrompere questo stato di cose! L’Italia, secondo l’articolo 11 della Costituzione, ripudia la guerra. Per questa ragione è assolutamente necessario sostenere questa battaglia ed essere fieri di poter avere la libertà di issare questa bandiera davanti ai palazzi pubblici. Parlando meramente in termini economici, dati alla mano, la NATO costa all’Italia più di 20 miliardi l’anno, quindi la possibilità di poter sventolare la bandiera della Pace è quanto di più nazionalista si possa fare, per poter ricercare e ritrovare l’indipendenza di una nazione come l’Italia che da troppo tempo si trova imprigionata in una strategia geopolitica che non le appartiene. L’amore per la propria storia e tradizioni, intese come identità culturale da tutelare e proteggere, è nel modo più assoluto un bene di inestimabile valore, ma va declinato senza estremismi di alcun genere. L’estremismo, il fanatismo, il fascismo, sono degenerazioni che non meritano spazio alcuno nella vita pubblica. Quindi ben vengano altre cento, mille bandiere della Pace!”

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