Preso Battisti, ma l’assassino di Annarita Curina è ancora libero

di Stefano Mascioni

Cesare Battisti è tornato da poco in Italia e il can can mediatico sta giustamente celebrando un successo internazionale che certamente non è usuale per il nostro Paese. “Finalmente l’assassino comunista Cesare Battisti torna nelle patrie galere. Giornata storica per l’Italia, state con noi” commenta il Ministro dell’Interno Matteo Salvini,Lex terrorista sconterà la pena che gli è stata comminata dalla giustizia italiana: l’ergastolo!” dice invece il guardasigilli Bonafede.

A Pesaro però, la gioia non può essere piena, perché l’assassino di Annarita Curina,  anche lui ricercato internazionale, dopo essere evaso per la seconda volta, ora vaga libero per il mondo senza pagare il suo conto con la giustizia, dopo essere stato liberato dalle forze di polizia portoghesi attraverso un meccanismo perverso che lo ha rimesso in circolazione.

Non si hanno più notizie di come procedono le indagini, pur considerando la grandissima professionalità della Squadra Mobile di Ancona (che lo aveva ritrovato a Lisbona) a Febbraio sarà un anno esatto che dell’assassino/ballerino non si hanno più notizie.

Sempre il Ministro Salvini, ha dichiarato che l’arresto di Battisti è il primo di una lunga serie, noi speriamo che non sia solo un annuncio, perché è inaccettabile che una vicenda come quella di Annarita Curina finisca così. Siamo riusciti a farle dedicare una via al porto di Pesaro, grazie alla sensibilità dell’amministrazione e dell’assessore Giuliana Ceccarelli in particolare, qualche idiota ha anche voluto vandalizzare la targa che ora è tornata al suo posto, ma questo gesto è solo una goccia nel mare, le patrie galere aspettano De Cristofaro. Ministro Salvini, Ministro Bonafede, in un Paese civile non si può prescindere dalla certezza della pena, specialmente nei confronti di chi ha ucciso brutalmente senza neanche seguire un’ideologia o una causa per quanto perversa, spezzando una vita straordinaria e senza mai dimostrare un briciolo di pentimento, prendendosi gioco delle nostre istituzioni e riuscendo ad evadere due volte.

Il tutto per rubare una barca e cercare di fuggire ai Caraibi con una minorenne, verso una vita da patetico marinaretto.

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Stefano Mascioni

Milanese per vocazione, innamorato della provincia di Pesaro, tra i primi in Italia a diventare giornalista professionista lavorando per una testata online. Il sogno proibito: fare informazione di qualità.

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