Chirurgia robotica: ora a Pesaro anche per la protesi di spalla

PESARO – Con l’arrivo a Pesaro del dottor Patriti, la chirurgia robotica è diventata una realtà presso il San Salvatore e ora crescono le sue applicazioni nelle varie discipline. L’ultima in ordine di tempo è l’ortopedia. Qualche giorno fa infatti, è stato eseguito a Pesaro il primo intervento di artroprotesi di spalla nella regione Marche mediante un sistema computer assistito.

Il miglior posizionamento della componenti protesiche che tale tecnica consente – spiega il primario di ortopedia De Simoni – permette di ottenere un risultato finale superiore qualitativamente rispetto ad una procedura standard, con vantaggi evidenti per il paziente. L’equipe di ortopedia dell’ospedale, per la prima volta per il sistema sanitario regionale, ha realizzato un intervento con questo sistema innovativo, un primato di cui andiamo orgogliosi”.

Da sx: strumentista Raffale Bruschi, Luca Memè, Pierangelo De Simoni, Achille Mari.

Questa metodica, eseguita dai chirurghi specialisti  Luca Memè  e Achille Mari, si avvale di una tecnologia controllata dal chirurgo e assistita da un computer che offre qualità e riproducibilità nell’artroplastica totale di spalla, un impianto particolarmente delicato che si applica all’articolazione più libera del nostro corpo.

Per realizzare questo percorso occorre un’accurata pianificazione pre-operatoria, mediante l’acquisizione di immagini TAC dell’articolazione. Tali riproduzioni vengono successivamente rielaborate per creare un planning preoperatorio che viene seguito durante atto chirurgico, con navigazione GPS e l’utilizzo di un tablet che in tempo reale aiuta il chirurgo fornendo immagini 3D. Sono questi passaggi che permettono un miglioramento del risultato finale in termini di posizionamento dell’impianto, migliore articolarità e riduzione dell’usura. Tale metodica è impiegabile sia nella traumatologia che nella chirurgia di elezione della spalla.

Altro passo significativo nel miglioramento dell’offerta sanitaria in ambito ortopedico è il modello organizzativo che si cerca di utilizzare in collaborazione con l’unità operativa di anestesia, diretta dal dottor Michele Tempesta, e con il servizio di fisiatria, diretto dalla dottoressa Simoncelli, e che prevede un percorso di assistenza pre e post operatoria in grado di ridurre la maggior parte degli stimoli negativi per il paziente (catetere urinario, drenaggi articolari, dolore).

Il modello organizzativo che cerchiamo di utilizzare – spiega il dottor Memeci consente, in casi selezionati, grazie alle più moderne e selettiva tecniche di analgesia post operatoria, di far riprendere al paziente il movimento dell’articolazione operata e la deambulazione autonoma assistita, nella stessa mattinata in cui viene realizzato l’intervento chirurgico. Un percorso organizzativo che riduce significativamente l’utilizzo di trasfusioni”.

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