Il paradosso di cittadinanza

di Paolo Pagnini

Come si sa io non ho fatto economia. Non è che io la viva male questa mia carenza, anche se oggi in realtà quasi tutti non parlano d’altro. Anzi, su questa mia lacuna, ci ho scritto su anche un libriccino che regalo a chiunque me lo chieda (www.facebook.com/Senza-fare-economia-1045476075478472/).

E comunque io, di mio, faccio quello che posso, e, quando serve, ricorro all’aritmetica delle elementari e a quel po’ che mi ricordo della matematica del liceo.

Ma così facendo è inevitabile che ogni tanto io finisca per cadere in qualche trappola. Del resto, i paradossi matematici e psicologici sono da centinaia di anni il divertimento preferito dei più fini cervelloni di ogni tempo che si sono sempre divertiti (e si divertono tuttora) a far andare in tilt i modesti apparati cognitivi di quelli come me.

Per capirci qualcosa, digito, ogni tanto, la parola “paradosso”, seguita o meno da un aggettivo (ad esempio “demografico”, oppure “fiscale”) e ne scopro di divertenti.

Ho anche letto un libro (intero) sui paradossi della fisica (La fisica del diavolo – di Jim Al-Khalili – Bollati Boringhieri Editore – www.bollatiboringhieri.it/libri/jim-al-khalili-la-fisica-del-diavolo-9788833923123/). Insomma non è che non mi stia impegnando.

Ma la realtà quotidiana finisce sempre per spiazzarmi un po’.

Ieri leggevo che ai beneficiari del reddito di cittadinanza, stimati in una platea di circa 5 milioni di persone, verrà proposto per ben 3 volte un lavoro (che presumo debba essere un impiego in regola, adeguatamente pagato, ecc). E se per tre volte il beneficiario “si negherà”, allora perderà il beneficio.

Questo vorrebbe dire che là fuori, ci sono pronte, e solo da cogliere (da non “rinnegare”), almeno 15 milioni di opportunità lavorative? Domanda: dov’è l’errore? Ma certo, l’errore è che già ne basterebbero un terzo, di quei 15 milioni, per occupare tutti i titolari di reddito di cittadinanza.

Ma allora, se il progetto, prevedendo la triplice offerta e pur stimando una sorta di “underbooking” (qualcuno accetterà magari alla prima o alla seconda), diciamo che fa affidamento su una base di meno dei 2/3 del potenziale, cioè diciamo 8.000 posti, questo vuol dire che c’è già oggi bello e pronto solo da accettare, il lavoro ampiamente bastante per tutti gli attuali disoccupati e inoccupati?

Capito il paradosso? Cioè capito l’errore “logico” che sta alla base del paradosso? Io no.

Mi consolo trastullandomi con una teoria surreale che ho letto ieri. La teoria dice che la popolazione mondiale di tutti gli esseri viventi anziché aumentare come in effetti succede, dovrebbe in realtà autoestinguersi, visto che per arrivare ad un singolo individuo, servono due genitori, per generare i quali servono, per ciascuno, due genitori, per ciascuno dei quali servono… insomma, teoricamente per arrivare a me sono servite un numero infinito di vite… Capito qui dov’è l’errore logico?

Ecco, questo l’ho capito. L’altro no. Ma di sicuro qualcuno che mi spiega, prima o poi lo trovo…

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Paolo Pagnini

Paolo Pagnini

Sono nato, leggo, scrivo e vivo a Pesaro. Qualcuno un giorno mi ha definito "divulgatore trasversale"

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