Ridere per ridere!

di Paolo Pagnini*

Sono cresciuto in una famiglia in cui la battuta scherzosa era (ed è) una consuetudine, quasi una sfida quotidiana da rilanciare tra noi Pagnini per scoprire chi la sparava più efficace, chi la ideava più arguta.

Il premio era (ed è) far ridere gli altri, più di quanto gli altri avessero appena fatto ridere te. Una specie di sfida permanente, un cosa nostra, di famiglia, che ogni tanto ci siamo divertiti anche ad “esportare”. Ma solo quando era chiaro che gli altri avrebbero recepito e apprezzato.

Ecco perché ogni tanto mi viene spontaneo buttare giù un post scherzoso o rispondere con un commento umoristico, a qualche ben più serio post o commento altrui.

Poi mi viene in mente che c’è il rischio che sia poco chiaro l’intento umoristico. E allora lo ritocco in po’. Aggiungo una faccina, lo miglioro. Lo rendo più chiaro ed esplicito. Cerco di fare in modo che sia evidente l’intento umoristico e surreale. Poi lo cancello e non pubblico nulla.

E’ che a furia di ritoccare, non vorrei rischiare di far la fine di quelli che si ritrovano a spiegare una barzelletta per il timore che non sia stata capita.

Ecco, qui su Facebook, mi sembra sempre che possa esserci qualcuno “in agguato”, pronto a travisare, a non sapere capire, a voler prendere sul serio quella che nell’intento vorrebbe solo essere una divertente ma innocente battuta. E magari costruirci su un caso, e partire con una di quelle sgradevoli filippiche che tutto fanno meno che ridere.

Non sono sicuro che sia una bella cosa questa di autocensurarmi l’ironia. Ma non ho decisamente più voglia di imbarcarmi in discussioni surreali e per niente divertenti.

Probabilmente dovrò arrendermi all’evidenza: l’umorismo (in particolare quello “folgorante”), essendo fatto non solo di parole, ma anche di toni, tempismo, ritmo, atmosfera e soprattutto complicità e disponibilità a farsi sorprendere e spiazzare e a riderci su, rischia di non trovare nei social il giusto spazio.

Ma magari sono semplicemente io che, più che nel mondo virtuale, mi trovo ancora meglio negli scambi “dal vivo” a ridere per ridere!

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Paolo Pagnini

Paolo Pagnini

Sono nato, leggo, scrivo e vivo a Pesaro. Qualcuno un giorno mi ha definito "divulgatore trasversale"

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