E luce fu, il centro di Pesaro splende di poesia

PESARO – Nel segno di Rossini l’ accensione delle 470 lanterne d’autore di Marras allestite nel centro storico, provenienti da Alghero e rivisitate dai ragazzi del Mengaroni. Con il Maestro (impersonato da Massimo Pagnoni) ad affacciarsi più volte dal balcone della casa natale. Prima lanciando pile di  spartiti alla folla sottostante.

Poi per avvicinare una lanterna alle altre dando il là alla luce, e facendo scattare la magia delle lanterne. «Con Alghero è nata una bella amicizia in occasione del ritiro del riconoscimento Unesco a Parigi – ha detto Matteo Ricci -. Abbiamo messo insieme una strategia comune per le città: entrambe investono sulla cultura e sulla bellezza. Anche per sostenere il turismo. Ad Alghero le lanterne evidenziavano il corallo. Da noi sono state personalizzate dai ragazzi del Mengaroni con il city brand della musica. In più, con i cerchioni, c’è il richiamo alla città della bicicletta». Ha aggiunto il sindaco: «Da oggi l’allestimento renderà ancora più magico ed elegante il centro storico. Vogliamo Pesaro sempre più attrattiva e in grado di competere. Anche per questo inauguriamo l’impianto di filodiffusione (partita sulle note de ‘La Gazza Ladra’, ndr). La ‘città della musica’ deve avere la musica. In modo che passeggiando per Pesaro si possa vivere un’esperienza unica».

Ricci, insieme al vicesindaco Daniele Vimini e al manager Andrea Alessandrini, ha aperto poi la porta ‘Sinfonica’ realizzata da Nobento, nello spazio dell’ex atelier Sora: «Sarà una vetrina che ospiterà scambi con le città della cultura con cui stiamo costruendo reti». Soddisfatto il sindaco di Alghero Mario Bruno: «Alghero e Pesaro consolidano il rapporto di collaborazione. Due città che vogliono essere creative e sempre più accoglienti».

 

Le lanterne in tela, che resteranno nel centro storico fino a novembre, sono state  realizzate con 16mila ritagli di alta moda selezionati da Marras. Lavorati in un patchwork: prima dagli studenti del liceo artistico di Alghero, poi da quelli del Mengaroni. Che hanno restaurato i 330 pezzi esistenti, creandone altri 140. Il progetto«E luce fu», firmato da Tonino Serra, Antonio Marras e Giorgio Donini, scandisce l’incipit della settimana rossiniana (28 appuntamenti dal 23 febbraio al 3 marzo) in occasione del ‘Non Compleanno’ del Cigno, che chiude formalmente il 150esimo. In via Rossini tanti smartphone puntati all’insù, a immortalare la cerimonia di accensione, prima del concerto dal Balcone con il soprano Claudia Muschio e il baritono Carles Pachón, ex allievi dell’Accademia rossiniana del Rof, accompagnati al pianoforte da Tamuna Giguashvili.

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