Per una sanità a misura di cittadino

di Pierpaolo Bellucci

Pesaro, marzo 2017. Laboratorio convenzionato, richiesta di analisi per sangue, urine, feci. Totale: 140 euro. Se a pagare è un libero professionista costretto a lavorare con partita iva per la situazione economica generale, la cifra risulta davvero ragguardevole. Soprattutto se a fine mese raggranelli solo qualche centinaio di euro, a dispetto della società che ragiona ancora con i vecchi parametri secondo i quali un libero professionista è una persona “agiata”.

Per capirci di più sui criteri di esenzione, ci rivolgiamo all’Asur allo sportello di via XI Febbraio, dove con qualche imbarazzo ammettono che, nelle Marche, per chi è libero professionista non esistono soglie di esenzione, salvo per gli over 65. Non paghi, e con qualche speranza di non avere capito, ci tuffiamo sul web trovando la pagina del sito Asur dedicata alle “Esenzioni per motivi di età e/o reddito”, nella quale si dice che il disoccupato che ha un reddito annuo inferiore ad 8.263 € ha diritto all’esenzione. Telefoniamo nuovamente all’Asur, il funzionario prende tempo per chiarire i parametri di legge, poi la risposta: “La disoccupazione si intende solo da lavoro dipendente, quindi per un libero professionista non sono previste esenzioni“.

Non servono tanti commenti. Basta guardare le normative di alcune (poche) regioni, adeguandosi a chi è più avanti. Ad esempio, la limitrofa Umbria, dove chi è sotto i 36.000 euro di reddito del nucleo familiare è esente. Mentre in Emilia-Romagna l’esenzione del ticket va per fasce di reddito, esattamente come nelle Marche.

Osserviamo che nelle Marche la Regione ha volutamente tenuto assieme le deleghe della sanità e delle politiche sociali. Perché in molti casi si occupano di tematiche legate prevalentemente alla cittadinanza meno abbiente. Quindi, parallelamente ai progetti di edilizia sanitaria, insieme al lavoro di ricerca di professionisti e macchinari di eccellenza, sarebbe opportuno e urgente mettere mano a piccole riforme che guardino alla società italiana per quella che è nel 2017 e non per quella che era negli ultimi decenni del Novecento.

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Pierpaolo Bellucci

Pierpaolo Bellucci

Giornalista fin da bambino, con la vocazione per la solidarietà, la passione per le statistiche e il vizio della politica, è tra i principali teorici della "fine" dei giornali di carta. Ha fatto di Facebook una religione, oltreché il lavoro quotidiano.

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