Un balletto che ti cattura, pensando a Pina Bausch

di Paolo Pagnini

Premesso che il mio unico precedente di un certo rilievo con la danza è il meraviglioso film che Wim Wenders ha dedicato alla coreografa Pina Bausch, come promesso eccomi a scrivere qualche riga sullo spettacolo “A Fury Tale”, che si è tenuto ieri sera (sabato 17) al Teatro Rossini di Pesaro.

Uno spettacolo ideato e coreografato da Cristiana Morganti, una delle danzatrici “tra le più popolari del Tanztheater Wuppertal”, presente anche nel cast del film.

Aggiungo che, proprio per evitare ogni possibile tentazione di confronto, ho volutamente evitato di rivedere il film nei giorni scorsi, e mi sono predisposto con mente sgombra, pronto, anzi desideroso di ritrovare nello spettacolo, anche magari solo in parte, quella magia misteriosa che mi ha letteralmente travolto quando, qualche anno fa, avevo scoperto questa gigantesca artista.

Lo spettacolo di Cristiana Morganti, che vede in scena due bravissime interpreti, Anna Wehsarg e Anna Figenhuth, mi ha incuriosito, intrigato, divertito, coinvolto e, a tratti, catturato.

Ma ad emozionarmi (mannaggia) non ci sono riuscito.

Evidentemente non sono ancora pronto e dunque neppure capace di ampliare il mio orizzonte all’operato delle bravissime ed appassionate eredi di Pina. Si vede che il mio orizzonte-danza resta, per ora, completamente riservato all’ingombrante, travolgente ed emozionante straordinarietà dell’originale.

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Paolo Pagnini

Paolo Pagnini

Sono nato, leggo, scrivo e vivo a Pesaro. Qualcuno un giorno mi ha definito "divulgatore trasversale"

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