Quando le email diventano letteratura

di Antonino Pasqualino Di Gregorio

15 gennaio
oggetto: Disdetta

“Vorrei disdire il mio abbonamento. Mi dite, per favore, se questa è la procedura giusta? Distinti saluti, E. Rothner”

18 giorni dopo
Oggetto: Disdetta

“Voglio disdire il mio abbonamento.
Basta questa e-mail? In attesa di un cortese riscontro.
Distinti saluti, E Rothner”

33 giorni dopo
Oggetto: Disdetta

“Egregi signori e signore della casa editrice di “Like”, se l’ostinazione con cui ignorate i miei tentativi di disdire l’abbonamento mira a potermi rifilare altri fascicoli della vostra pubblicazione sempre più mediocre, mi rincresce avvisarvi che comunque non ho più intenzione di pagare!
Distinti saluti, E. Rothner”

8 minuti dopo

R: Ha sbagliato. Sta scrivendo a un privato. Il mio indirizzo è woerter@Leike.com. Lei intenderva woerter@like.com. E’ già la terza richiesta di disdetta. Quella rivista deve essere peggiorata sul serio.

5 minuti dopo
RE: Oh, mi perdoni! E grazie per il chiarimento. Saluti, E. R.

Nove mesi dopo

Nessun Oggetto Buon Natale e Felice Anno Nuovo, Emmi Rothner

Due minuti dopo
R:
Cara Emmi Rothner, in pratica non ci conosciamo, ma la ringrazio per la sua affettuosa e oltremodo originale e-mail collettiva! Se C’è una cosa che adoro sono le e-mail collettive per una collettività cui non appartengo. Distintamente, Leo Leike.”
Inizia così LE HO MAI RACCONTATO DEL VENTO DEL NORD di Daniel Glattauer

Vi sembra di averne già sentito parlare? Cosa c’è di nuovo?
Rispondo subito a queste domande dicendovi che quando uscì LE HO MAI RACCONTATO DEL VENTO DEL NORD era uno dei primi libri che affidava il racconto ad uno scambio di mail, senza narratori esterni. Qui sta la novità, nell’adeguamento del vecchio romanzo epistolare ai nuovi sistemi di comunicazione. Sapete perché non vi sembra nuovo? Perché oggi comunichiamo così, ma nel 2010 quando uscirono i due libri non era ancora così frequente che la comunicazione passasse attraverso il p/c.
Oggi probabilmente siamo diventati degli esperti di scambi di chiacchierate elettroniche, ma all’epoca, forse, non era ancora così diffuso.
Glattauer probabilmente non aveva idea di scrivere un classico moderno, ma l’uscita nel 2009 in Germania con la vendita di oltre un milione di copie e la traduzione del suo scritto in più di dieci lingue devono avergli fatto cambiare idea.

 

Il libro è una fotografia piuttosto puntuale della vita quotidiana. Le relazioni pericolose attualizzate in tutto e per tutto.
Non è forse la definizione di letteratura, fotografare il mondo in modo da lasciare qualcosa per i posteri?

Nei vecchi romanzi epistolari ci si scambiava lettere, Emmi e Leo si scambiano messaggi e-mail. Tra qualche anno, ma forse lo stanno già facendo qualcuno ci racconterà una relazione attraverso la trasposizione di una chat di whatsapp. Pensate che sia di la da venire? Fate un giro in libreria non avete idea di quello che potreste scoprire.
Daniel Glattauer ha trovato una chiave veloce per raccontarci un pezzo di vita quotidiana, quanti saggi raccontano la nascita di una nuova relazione? quanti ci raccontano perché se ne sente l’esigenza? L’autore austriaco ha spogliato il linguaggio di pomposità restituendoci la vita come la viviamo.
Quanti di noi hanno pensato:
“Spesso, strada facendo, spuntano possibilità escluse in partenza. E non sono affatto le peggiori. ?

perché a volte;

Non si dovrebbe pensare di “perdere” qualcosa. Se lo si pensa, lo si è perso già
Come ho già scritto la settimana scorsa, riferendomi ad un altro libro, a volte, non si ha il coraggio di ammettere cosa si vorrebbe nemmeno a noi stessi. A volte scegliamo la strada più facile, perché non riusciamo ad alzarci dalla nostra zona di comfort, Ma se riuscissimo a farlo come potrebbe essere la nostra vita?
E se mai qualcuno ci scrivesse:

Scrivere è come baciare, solo senza labbra. Scrivere è baciare con la mente
che uragano travolgerebbe il nostro corpo?
Non decidete oggi come vi comportereste, perché tanto lo scoprirete solo se e quando vi accadrà di vivere una situazione del genere. Mai e pre sempre non esistono.

buone letture
Buonavita

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