#Carlo90

di Paolo Pagnini

Quando avevo 12 o 13 anni anni, l’idea che esistesse un periodo della vita, diciamo, oltre i 60, lo percepivo come qualcosa di molto vago e indefinito. Non impossibile e nemmeno improbabile. E neppure incerto. Ma proprio concettualmente remoto e inafferrabile.

Un po’ come potrebbe essere l’idea di una grossa somma di denaro, di qualche centinaio di milioni di euro. Insomma, auspicabile, e interessante nell’ipotesi, ma molto, molto, molto difficile da circoscrivere come idea concreta.

E invece, domani babbo Carlo compie 90 anni.

Una cifra tonda. Bellissima e importante. 90 anni di vita personale, familiare e intrecciata con quella della città. E percorsa, come per ciascuno di noi, al passo con la storia del mondo. Una storia nella quale, dal 1928 ad oggi, ne sono successe di cose che ci vorrebbe almeno un libro anche solo per metterle in fila in forma di descrizioni sintetiche.

Credo che uno dei piccoli segreti della vita, possa essere questo: interagire, vivendo, con quello che ci succede intorno, senza aver troppe pretese di controllo, ma anche resistendo alla tentazione di chiamarsene fuori. Capire in che modo si può contribuire. Ed essere curiosi nei confronti delle novità.

E lui, curioso lo è, e attento e appassionato, e, da uomo di spettacolo, completamente teso, quasi proteso verso chiunque gli dimostri di apprezzare quello che fa, senza pause e senza soste, da decenni. Da sempre.

E noi siamo tutti molto orgogliosi di lui. Spesso ci dicono che “abbiamo preso da lui”, e probabilmente più che una cosa “di sangue”, è stato crescere con l’abitudine di vederlo sul palco, così come a casa, che ci ha donato un certo modo di porsi e proporsi, e una buona disinvoltura nel parlare in pubblico, che poi ciascuno di noi figli e nipoti ha trasformato e personalizzato, adattandola alla sua indole e alle proprie esigenze e attitudini.

Più passano gli anni (i suoi, ma anche i miei, i nostri) e più mi chiedo se l’età sia solo un numero o non piuttosto uno stato dell’essere. Ho sempre trovato divertente e stimolante riflettere sul tema del tempo che passa e di quel contatore che usiamo per scandirlo.

Sessantuno dei suoi anni, Babbo Carlo li ha percorsi in mia compagnia. Sono nato prima dei miei fratelli e dunque sono, ad oggi, della famiglia, quello con cui ha convissuto di più.

Insomma siamo sempre più “coetanei”, io ad invecchiare e lui a restare sempre uguale.

Però, poiché rarissimamente mi è capitato di incontrare qualcuno che non lo conoscesse, questo mi ha anche garantito una sorta di “elisir di giovinezza”. Ormai alla soglia della mia terza età, e pur essendo abbastanza conosciuto a mia volta, sono per tantissimi comunque sempre “il figlio di Carlo Pagnini”. E un figlio è, e resta sempre giovane per definizione.

Questi sono anni, belli e sorprendenti, in cui non c’è giornata nella quale, con crescente profusione di emozionante complicità, non ci sia tra noi qualche novità sulla quale scambiarsi pareri, consigli, opinioni. E credo che questa sia la cosa più simile a quel sentimento poco definibile che chiamiamo amore.

Così, giorno dopo giorno, anno dopo anno (per dirla con Lorenzo Jovanotti) ci garantiamo la nostra piccola quota di immortalità quotidiana, impegnati nell’arte sopraffina di vivere intensamente la vita fino all’ultimo attimo.

Buon novantesimo compleanno!

PS – festeggeremo con Carlo Pagnini e con chi ci sarà, sabato 14 luglio dalle 18:30 in occasione della ricollocazione dell’opera che lo scultore Terenzio Pedini ha voluto donare alla città e a Carlo, in largo Bruno Cesari, la “Piazzetta di Pasqualon”.

www.facebook.com/events/620198725045520/

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Paolo Pagnini

Paolo Pagnini

Sono nato, leggo, scrivo e vivo a Pesaro. Qualcuno un giorno mi ha definito "divulgatore trasversale"

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2 pensieri riguardo “#Carlo90

  • 13/07/2018 in 1:31 pm
    Permalink

    Con questo bell’articolo credo che babbo Carlo abbia già ricevuto un gran regalo da custodirà gelosamente nel cuore…

  • 13/07/2018 in 1:32 pm
    Permalink

    Con questo bell’ articolo credo che babbo Carlo abbia già ricevuto un gran regalo che custodirà gelosamente nel cuore…

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