Installato al porto di Fano Seabin, il “mangiaplastica” che lavora h24 per pulire l’acqua del mare

FANO – Fermare l’inquinamento dei mari con strumenti efficaci come il Seabin. È con questa convinzione che Whirlpool ha presentato oggi, presso il porto di Fano davanti all’assessore regionale all’ambiente e al sindaco Massimo Seri, Sindaco del Comune di Fano, la sua adesione a #PlasticLess, ambizioso progetto di riduzione dell’inquinamento delle acque marine dai rifiuti in plastica promosso da LifeGate, la principale piattaforma in Italia attiva sui temi della sostenibilità.

#PlasticLess ha l’obiettivo di raccogliere i rifiuti plastici dai mari italiani, attraverso dispositivi innovativi installati nelle acque dei porti e circoli nautici e a promuovere un modello di economia e di consumo circolare con lo scopo di ridurre, riutilizzare e riciclare i rifiuti, soprattutto i più dannosi per l’ambiente come le plastiche.

Whirlpool ha adottato due porti in Italia, entrambi nelle Marche, il porto Marina dei Cesari di Fano (PU) e il Circolo Nautico Sambenedettese di San Benedetto del Tronto (AP), all’interno dei quali installare i Seabin, innovativi dispositivi che galleggiano in acqua e che, posizionati nei punti di accumulo, sono in grado di lavorare per 24 ore al giorno senza sosta catturando oltre 500 Kg di rifiuti all’anno, dalle bottiglie di plastica fino alle microplastiche da 5 a 2 mm di diametro e le microfibre da 0,3 mm, non visibili a occhio nudo.

Come funziona Seabin

Con #PlasticLess intendiamo affrontare in maniera proattiva e concreta la sfida di ripulire i nostri mari dai rifiuti e promuovere un beneficio concreto per la collettività e per le comunità che proprio nel mare trovano un bene fondamentale per il proprio sviluppo e il proprio benessere” – spiega Alessandro Magnoni, Direttore Comunicazione e Relazioni Governative di Whirlpool EMEA – “Come azienda leader nel mondo abbiamo il dovere di impegnarci ogni giorno per garantire al nostro pianeta e alle prossime generazioni il miglior futuro possibile. Speriamo che altre aziende decidano di seguirci in questo progetto: tutti insieme possiamo fare molto.

“La plastica in mare è un problema che si sta rivelando sempre più insidioso: per questo recentemente la Regione Marche si è dotata di una legge diretta al suo contrasto” – sottolinea l’Assessore all’Ambiente della Regione Marche, Angelo Sciapichetti “Incentiviamo la raccolta dei rifiuti nei porti e preveniamo la dispersione in mare, puntando su nuove tecnologie e tecniche di pesca più sostenibili. Con meccanismi premiali abbiamo coinvolto i pescatori per il conferimento a terra dei rifiuti pescati accidentalmente. Siamo quindi molto lieti del sostegno di Whirlpool EMEA al progetto #PlasticLess, perché contribuisce al perseguimento di una nostra priorità”.

 “La sfida per tutelare l’ambiente dovrebbe essere tra i primi obiettivi di un’amministrazione e di ogni singolo cittadino – spiega Massimo Seri, Sindaco del Comune di Fano – per questo il nostro Comune si è sempre impegnato per realizzare interventi di protezione dell’ecosistema, come ad esempio i progetti per le acque balneari e per il monitoraggio delle foci fluviali che ci hanno permesso di ottenere un ruolo primario nell’ambito del programma “Italia-Croazia”. Ben vengano dunque, e come Amministrazione faremo il possibile per appoggiarle e favorirle, iniziative come PlasticLess. Sono particolarmente orgoglioso che sia proprio il nostro Marina dei Cesari, nel quale come Amministrazione abbiamo creduto fortemente, ad ospitare il dispositivo Seabin: do il benvenuto a Whirlpool e LifeGate, con l’auspicio che sia solo un prezioso tassello in quel percorso di consapevolezza che accompagnerà la nostra città nel futuro.”

 Per rafforzare ancora di più la consapevolezza circa le grandi sfide relative all’inquinamento e diffondere una cultura improntata al rispetto dei mari, organizzati in occasione dell’evento anche laboratori didattici e attività educative per bambini a cura del Centro di Educazione Ambientale – CEA “Ambiente e Mare” che, attraverso il gioco, sensibilizza le nuove generazioni sul corretto uso e sullo smaltimento della plastica.

 

Ma qual è lo stato dell’arte circa l’inquinamento del mar Mediterraneo? Secondo l’Unep[1], il programma ambientale delle Nazioni Unite, rappresenta una delle aree più colpite: sui suoi fondali si troverebbero fino a 100.000 frammenti di varie dimensioni di plastica per chilometro quadrato. Un dato che, come riportato dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), sale a 1,2 milioni per chilometro quadrato se consideriamo anche le microplastiche, una delle concentrazioni più alte del mondo.

La presenza di rifiuti plastici nel mar Mediterraneo è quindi un’emergenza da affrontare quanto prima: ogni giorno è costretto ad accogliere 731 tonnellate di rifiuti in plastica, che potrebbero raddoppiare entro il 2025. L’Italia, con 90 tonnellate prodotte, rappresenta il terzo Paese più inquinante dell’area.

Diversi i motivi alla base di questo inquinamento: da una cattiva raccolta e gestione dei rifiuti alle attività produttive, dal turismo balneare alle attività portuali e ai comportamenti noncuranti di ancora troppe persone, che fanno finire in mare tonnellate di plastica ogni giorno. Tra queste le più insidiose sono le microplastiche, frammenti del diametro inferiore ai 5 mm: sempre più diffuse, si attaccano alle alghe e, scambiate per cibo, vengono ingerite dai pesci che quotidianamente vengono consumati sulle tavole degli italiani.

Secondo un’inchiesta di Altroconsumo, su 102 campioni di sale marino, cozze, gamberi, scampi e mazzancolle surgelati, ben 70 rivelano la presenza di microplastiche. Nelle specie come pesce spada, tonno rosso e tonno alalunga si troverebbero microplastiche nel 18% dei casi, come afferma uno studio Ispra svolto su 121 campioni di specie ad alto valore commerciale.

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