“So che un giorno tornerai”, Luca Bianchini arriva a Pesaro

di Antonino Pasqualino Di Gregorio

Cosa volete che vi dica parafraserò il titolo di una vecchio successo di Britney Spears:
“Ops! LUCA BIANCHINI l’ha fatto di nuovo!”
E’ uscito da circa un mese il nuovo romanzo di LUCA BIANCHINI, SO CHE UN GIORNO TORNERAI, pubblicato come tutti i suoi precedenti da Mondadori, ed è già tra i libri più letti e regalati in Italia, da quando è uscito.
LUCA BIANCHINI l’ha fatto di nuovo perché ancora una volta è riuscito ad emozionarmi mi ha fatto ridere e piangere. Ancora una volta, come dico sempre quando suggerisco i suoi titoli in libreria, riesce ad affrontare temi importanti con un tono leggero.
La cosa che mi piace davvero molto degli scritti di LUCA BIANCHINI è che riesce a raccontarci delle realtà di alcuni luoghi della nostra penisola, facendoci ricordare che forse non siamo così diversi dalle Alpi all’Etna. Perché le cose che realmente ci importano sono quelle che ci toccano l’anima, il cuore. Lo ha fatto in ogni suo libro, ci ha parlato di amori istantanei, al suo esordio (Instant Love, Mondadori 2003), ci ha parlato di difficoltà ad affrontare la vita (Se domani farà bel tempo, Mondadori 2007), di amicizie insolite nate in modo inaspettato (Siamo solo amici, Mondadori 2011), di amori indimenticabili e matrimoni, nei libri che poi sono diventati anche Film di grande successo (Io che amo solo te e La cena di Natale Mondadori 2015). E’ uscito da poco al cinema il film tratto dal suo precedente libro Nessuno come noi (Mondadori 2017), che ha portato tutta la mia generazione di nuovo sui banchi del liceo, e ha fatto capire ai millenieals che nonostante gli strumenti siano diversi, le emozioni per le quali palpitiamo non sono così differenti.

SO CHE UN GIORNO TORNERAI inizia così:

Non tutti abbiamo il nome che vorremmo.
C’è chi eredita quello del nonno, chi sogna quello del padre, chi si chiama Diego Armando come Maradona o Sonny come il protagonista di “Miami Vice”, chi si ritrova il nome che non sai come si scrive o quello che non ha nessuno, e chi quello che hanno in troppi.
Ma non era mai capitato ciò che accadde a una piccola appena nata a Trieste, una mattina di dicembre alla fine degli anni Sessanta, il giorno prima di San Nicolò, il vero Babbo Natale per i bambini della città. Mentre tutti finivano di impacchettare gli ultimi regali, il suo batuffolo di capelli neri che la bora non era riuscita ancora a scompigliare faceva capolino all’Ospedale Maggiore.
Una finestra del piano sbatté così forte che sembrò sul punto di rompersi. Quella neonata aveva appena visto il mondo e il mondo l’aveva accolta con la tempesta, malgrado il sorriso dell’ostetrica che non si abituava mai a quel momento irripetibile, e la porgeva dolcemente a sua madre.
“Signora, è femmina … come la vuole chiamare?”
Angela restò immobile, come se il suo parto non fosse finito, ma stesse per ricominciare di novo. Era femmina, aveva sentito bene.
E pronunciò il nome che aveva sempre pensato.
“Giorgio”

 

Qualcuno, molto citato, scrisse: tutte le famiglie felici sono felici in modo simile, le famiglie infelici lo sono ognuna a modo proprio”.

Anche in questo nuovo libro di LUCA BIANCHINI c’è una partenza che potrebbe farci pensare all’infelicità, ma lo scrittore torinese, ci ricorda che probabilmente se noi ci prendessimo la responsabilità delle nostre azioni o vivessimo la vita affrontandola un giorno per volta, forse…:

Io non sono una persona affidabile, ma vedo il mare ogni giorno e te lo posso dire: La vita non è mai giusta. La devi prendere come il vento, o come i vecchi: li assecondi anche quando non sei d’accordo. E’ l’unico modo che abbiamo per non naufragare. Ora vai a metterti una giacca e poi andiamo a cantare da Libero … da quanto tempo non canti?”

Nota dell’autore

LUCA BIANCHINI sarà a Pesaro a presentare SO CHE UN GIORNO TORNERAI
giovedì 8 novembre alle 19:30 nella Sala Nobile di Palazzo Gradari, via Rossini, 26

Venite tutti a scoprire come affronta le sue onde…

Buoneletture
BUonavita

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