Con “Caldo amaro” Pesaro si trasforma in un teatro di omicidi e ora “Dimentica la notte”

di Antonino Pasqualino Di Gregorio

Non so voi, ma io sono sempre stato curioso di sapere come sono fatti da vicino gli scrittori di Thriller. Mi sono sempre chiesto come fossero nella loro vita privata. In che ambiente vivono. Se quotidianamente fanno la spesa, o se stanno tutto il giorno a pensare a quale sarà la prossima scena del crimine. Mi chiedo anche da dove prendano spunto per far morire così tante persone in così tanti modi. Mi sono sempre chiesto se tra le persone che fanno fuori ci siano, citate in un modo o nell’altro anche le persone che a loro stanno antipatiche.
Poi da qualche anno a questa parte ho iniziato ad intervistarli, gli autori. Alcuni tra quelli che ho intervistato, scrivono Horror, polizieschi e thriller. Ecco, come diceva qualcuno visto da vicino nessuno è normale, oppure mi viene da pensare ancora che ognuno di noi ha un piccolo mostro al quale, per fortuna non da spazio. Un autore intervistato qualche mese fa, alla domanda: “da dove trai ispirazione per un personaggio cattivo?”, rispose dicendo che traeva ispirazione dalle sue lunghe passeggiate per la città, nelle quali si divertiva ad osservare i visi delle persone, cercandone i desideri oscuri.

Un Pomeriggio d’estate entra in libreria una giovane donna, sorridente, al suo fianco un bambino che potrebbe avere cinque o sei anni, nel passeggino una bambina che a me sembra abbia poco più di un anno o giù di li – non sono mai stato capace a definire le età dei bambini. Viene verso di me diretta, come chi sa cosa chiedermi,  ed esordisce dicendomi:

Ciao sono SARA FERRI, tra qualche mese uscirà il mio nuovo libro, voi avete qui in libreria anche il mio precedente, terrete anche questo? Quando uscirà potremmo organizzare una presentazione?”

 

Ancora una volta mi trovo a dover fare i conti con le idee precostituite, con gli stereotipi e con il fatto che la realtà spesso è differente da come ce la siamo immaginata.

L’autrice di CALDO AMARO (AlterEgo 2016) mi si era appena palesata, e non poteva essere più diversa da come me l’ero immaginata. Avevo davanti a me la donna che mi aveva incuriosito con il suo  Thriller ambientato nella città dove vivo da nove anni. Quel romanzo che inizia così:

Cammina, cammina più veloce, ancora più veloce, un paso dietro l’altro. Dai forza, cammina … ora corri, corri, corri!
E’ dietro, lo sento, lo vedo. Non ti girare.
Forse è stata solo un’impressione, quella di aver visto un fantasma, eppure sembrava reale.
Voltati, non lo vedo più. Però non fermarti, svolta qui a destra, adesso. Ora rallenta e guarda indietro. Ascolt: tutto è silenzio. Non c’è più, sento che non cìè più. Respira, tranquilla. Ti eri proprio sbagliata. Era solo frutto della tua immaginazione.
Cammina, cammina, non avere paura. Non c’è più nessuno, né davanti, né dietro. Sei sola e puoi calmarti. Respira, respira, respira con calma.

Provo ad aprire la bocca per incamerare ossigeno, ma non ci riesco. La vista si ottenebra, non vedo più niente. Mi manca il fiato e percepisco solo il mio respiro, che sta morendo nella trachea, dove qualcosa mi stringe, mi blocca, facendomi boccheggiare. Tanti piccoli aghi mi si conficcano in gola.E’ così caldo, un caldo che mi soffoca, che mi attanaglia.”

Da qui in poi Pesaro, la tranquilla città di provincia, si trasforma in un teatro di omicidi che non ti aspetti, quando passerai dai luoghi dove accadono inizierai a guardarti intorno, e vorresti incontrare l’autrice per chiederle, da dove ha tratto lo spunto per certe immagini? Poi scopri che quell’autrice è una mamma affettuosa che ogni volta che entra in libreria, lo fa di corsa per via dei mille impegni. Come ogni donna che viva questi tempi moderni.

Per il nuovo romanzo, da qualche giorno in libreria,  DIMENTICA LA NOTTE, SARA FERRI, decide di trasferire la sua protagonista, Noelia, a Rimini.
Noelia, a seguito delle esperienze vissute nel primo libro, diventa Ispettore di Polizia ed entra a pieno titolo in un’indagine. Ma questo la porta a vivere quotidianamente lontano dai suoi cari;

Avrai pure ragione, ma posso assicurarti che stare da soli è … paralizzante, sì, a volte lo è, ammetto. “Mi trovo bene qui a Rimini, ma Pesaro mi manca un po’, Mi mancano soprattutto le mie amiche e mio padre, anche se la vita da single mi si addice. Però a volte, anche se solo a volte, vorrei qualcuno al mio fianco. Comprendo cosa significhi avere un compagno. I litigi, la sfiancante e continua ricerca di un punto d’incontro sulle opinioni discordanti, ma anche il calore di un abbraccio e il piacere di tornare a casa, magari sentendo i rumori tipici della convivenza. Cenare insieme anche semplicemente qualcosa di insipido e riscaldato. Non so se capisci.”

 

Continuo a chiedermi se la finzione, trae spunto dalla realtà o se è la realtà ad ispirare la finzione.
Non ho una risposta definitiva, ho come l’impressione che le due cose continuino ad intrecciarsi continuamente. Nella vostra vita, quanto leggere romanzi vi aiuta ad avvicinarvi all’essere una persona migliore?

Buoneletture
Buonavita

 

Nota dell’autore

se incontrate per strada SARA FERRI, siate gentili, potreste essere le vittime del prossimo romanzo

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ok
Questo sito utilizza cookies di profilazione e di terze parti che consentono di migliorare i nostri servizi per l'utenza. Continuando a navigare, accetti l'utilizzo dei cookies da parte di questo sito