Avanti tutta, fino a notte fonda!

di Paolo Pagnini

Sono un arboriano, si sa! Sono di quelli che ascoltavano Alto Gradimento, sono cresciuto con l’Altra Domenica, ho perso ore di sonno con Quelli della Notte e trasformato la mia vita grazie a Indietro Tutta! (prima o poi la racconterò meglio, questa storia).

Insomma, non potevo perdermi il ritorno di Renzo in TV, fissato per mercoledì in prima serata su Raidue. E siccome gli impegni di registrazione dello speciale TV dedicato al gruppo Scrivere a Pesaro rischiavano di protrarsi (ne ho scritto qui la settimana scorsa), per precauzione, ho programmato la registrazione, in modo da vedermelo a qualunque ora fossi rientrato.

Con il vantaggio, tra l’altro, partendo “in differita”, di poter saltare le pubblicità rincorrendo la diretta. Insomma tutto ok.

Dico subito che non esprimerò un parere sul programma. Chi ha conservato per Arbore questa sorta di sentimento speciale, è come se “indossasse occhiali diversi”, e dunque avesse perso la capacità di giudicare. Almeno per me è così.

Diciamo dunque che ho iniziato con quella buona predisposizione a star bene. Come quando vai a cena con un gruppo di (quasi) amici. Niente di che. Ma, di sicuro neanche niente di male. Poi, magari se ti diverti anche…

Insomma inizio e seguo, e salto le pubblicità, e proseguo, e salto ancora le pubblicità e proseguo ancora… e nel frattempo mi scopro a sbirciare il telefono, e addirittura a scambiare qualche messaggio… e poi è ancora tempo di saltare la pubblicità… e poi proseguo, e in un paio di occasioni mi intenerisce anche guardare questo pubblico di ragazze e ragazzi, che è simile a come eravamo noi a Indietro Tutta! (l’ho detto che la devo raccontare, questa storia…), ma è anche così diverso… sembra che anche loro assistano un po’ distratti… e intanto il programma prosegue e io devo essermi addormentato, perché mi sveglio e c’è la pubblicità, e mi dimentico anche di saltarla… e la guardo e mi accorgo che sono un po’ annebbiato, quasi tramortito, perché per un attimo non capisco neppure se è una pubblicità oppure… ma insomma che ore sono? Quando finisce? E’ mezzanotte e mezza, quando decido che è stata una bella e lunga giornata, densa di soddisfazioni e dunque posso anche serenamente andare a dormire nel posto giusto… fermo la registrazione e mi accorgo che il decoder sta ancora registrando perché il programma in realtà non è finito…

Prima di andare a dormire scarabocchio un appunto per la Moka.

Perché queste trasmissioni durano così tanto? Propaganda Live, La TV delle Ragazze, Che tempo che fa, e chissà quante altre che non seguo, iniziano che hai appena finito di cenare e non finiscono più… dormo, mi sveglio, a volte durante cambio e guardo una puntata di una serie, addirittura un film, oppure esco e quando torno, loro sono ancora lì.

Si saranno arresi all’idea che è comunque impossibile catturare l’attenzione del pubblico, magari provando a sforzarsi di puntare sulla qualità, e dunque la buttano sulla quantità? E’ una tv da tenere in sottofondo, da vedere a pezzetti, che poi tanto tra replay, youtube e altre diavolerie, le parti meritevoli potranno essere replicate all’infinito e on demand?

E’ questo il ragionamento che sta alla base di questi programmi fiume, di queste durate infinite, un tempo riservate alla tv della domenica pomeriggio, e che adesso dilagano in un serale che non distingue più la prima dalla seconda e terza serata, se non forse per i pubblicitari e i loro clienti paganti?

Penso a “Indietro Tutta!”, che di certo doveva il suo successo anche alla collocazione oraria (in seconda serata, tra due tg) e alla brevità di ogni puntata che, nonostante la sostanziale inconcludenza (in effetti non succedeva proprio nulla, ma si rideva proprio tanto), lasciava i telespettatori con una gran voglia di essere di nuovo lì, la sera dopo; e infatti andava in onda 5 sere la settimana!

Sono passati trent’anni, i sistemi di fruizione si sono moltiplicati e la tv è molto cambiata. La leggenda narra che mio padre Carlo scoprì prestissimo che per non far frignare tutta la notte il neonato inquieto che ero, bastava accendere la radio. In quegli anni in tv di notte non c’era neppure il monoscopio. Solo “la neve”. In realtà se io poi restassi sveglio o no, non si sa, perché il mio immediato silenzio permetteva finalmente a lui di dormire. La tv di oggi invece coi suoi programmi eterni che si spingono ben oltre il cuore della notte, mi concilia e favorisce una alternanza di sonni e risvegli.

Forse l’idea dei nuovi autori sarà proprio questa: visto che tanto i telespettatori non riusciamo a non farli addormentare è meglio se, al loro risveglio noi ci facciamo trovare tutti ancora qui…

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Paolo Pagnini

Paolo Pagnini

Sono nato, leggo, scrivo e vivo a Pesaro. Qualcuno un giorno mi ha definito "divulgatore trasversale"

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