La letterina di Natale

di Paolo Pagnini

Alle prime apparizioni dei panettoni nei supermercati, alle prime pubblicità di genere natalizio, al primo avvistamento di operai impegnati ad installare le luminarie, il pensiero è sempre lo stesso: di già? non è un po’ presto?

E poi i giorni passano, le settimane si rincorrono e poi, e poi… e poi martedì prossimo è Natale!

Insomma alla fine è lui, il Natale, a spiazzarmi un po’ e ad arrivare presto, nettamente prima di quando mi sarei aspettato!

Ma in realtà lui, il Natale, arriva ovviamente più che puntuale. Con tutto il suo carico di valenze trasversali, che però, lo confesso, mi sembrano sempre meno nitide, ogni anno più sfocate. E non credo sia solo per colpa dell’età.

Mi sembra, ad esempio, che, a parte qualche sporadico tentativo di buttarla sulla discriminazione religiosa, il dibattito, la diatriba, la dicotomia, si facciano sempre più fiacchi e finiscano per riscaldare solo gli animi e le tastiere dei soliti beccaccioni da social, quelli che riescono ad erigere  barricate anche per le uvette nel panettone e lo zucchero velo sul pandoro.

E per fortuna! (dico io)

Anche sul fronte dell’argomento sprechi, il conteggio di quante tonnellate di prelibatezze verranno riversate direttamente in pattumiera, mi sembra abbia perso appeal, così come il calcolo di quanti milioni di litri carburante si bruceranno nelle code autostradali da esodo vacanziero.

Per non dire dei regali, che essendo sempre più mirati, essenziali e minimalisti risulteranno scarsamente utili a chi imbastiva dotte disquisizioni sull’inutilità dell’oggetto e dunque del gesto stesso e sull’opportunità di un immediato riciclaggio (magari con tanto di videotutorial su youtube).

Sta a vedere, mi viene da dire, che sta diventando tutto (finalmente) molto normale!

Insomma, un Natale di cose buone: da mangiare, da ascoltare, da vedere. Di abbracci sinceri tra persone vicine. Un Natale soprattutto libero da “obblighi”. Ad esempio senza più la curiosa “necessità” di inviare centinaia quando non migliaia di messaggi non richiesti e neppure attesi.

In un Natale così, nel mio Natale, la letterina che ho scritto contiene un breve elenco di richieste,  che è poi il promemoria di come ho intenzione di impegnare i miei prossimi mesi, il mio prossimo anno, il mio prossimo tempo.

Diciamo, almeno fino al prossimo Natale.

Inizia così:

Caro Paolo, sembra incredibile ma è di nuovo, ancora Natale…

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Paolo Pagnini

Paolo Pagnini

Sono nato, leggo, scrivo e vivo a Pesaro. Qualcuno un giorno mi ha definito "divulgatore trasversale"

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