Sondaggio Sigma, i pesaresi si sentono “Romagnoli mancati!

Sigma Consulting nel suo ultimo rapporto Osom analizza il senso di appartenenza dei Marchigiani al proprio territorio e non mancano le sorprese.

I Marchigiani? Lavoratori e legati al cibo. A differenza del luogo comune che vede i Marchigiani come chiusi e diffidenti, gli abitanti della regione si raffigurano invece come socievoli, calorosi e divertenti.
L’89% degli intervistati dichiara senso di appartenenza alla propria regione, sentimento più forte anche rispetto al sentirsi italiani (81%). A far eccezione è la provincia di Pesaro e Urbino, dove l’appartenenza alla regione è più tenue (78%). A conferma di ciò alcuni intervistati pesaresi ammettono, con amarezza, di sentirsi piuttosto dei “romagnoli mancati”.

L’identità territoriale e il senso di appartenenza

Per quanto riguarda il senso di appartenenza che i Marchigiani manifestano nei confronti di alcuni ambiti territoriali, il livello più elevato si riscontra proprio nei confronti della propria regione: l’89% dei rispondenti sente di appartenervi “molto” o “abbastanza”, percentuale che però varia sensibilmente tra le varie province della Regione. A sentirsi più Marchigiani sono gli abitanti delle province di Fermo (98%), Macerata (96%) ed Ascoli Piceno (91%). Valori significativamente più bassi si riscontrano nella parte settentrionale della regione, in particolare a Pesaro-Urbino (78%); analizzando le risposte degli intervistati alle domande aperte emerge come gli abitanti della provincia simpatizzino più per la Romagna ma si sentano in qualche modo esclusi sia dall’identità marchigiana sia da quella romagnola. Alcuni intervistati si sentono “romagnoli mancati… per poco” o rispondono con un briciolo di amarezza sei pesarese quindi non sei marchigiano, ma non sei nemmeno romagnolo…”.

Al penultimo posto per senso di appartenenza si trova la provincia di Ancona (84%): probabilmente la diminuzione della capacità della politica in genere di incidere in modo concreto sui bisogni delle persone contribuisce a spiegare questo posizionamento per il capoluogo di regione, considerato centro amministrativo e politico di tutto il territorio.

Forte il senso di appartenenza alla propria città (86%) e all’Italia (81%) anche se in calo rispetto all’ultima rilevazione. Più indietro l’appartenenza al Centro Italia (80%) e alla propria provincia (79%).

La classifica delle regioni più amate/odiate dai Marchigiani

La classifica delle regioni più amate dai Marchigiani (quelle dove, se si potesse scegliere anche solo per gioco, uno vorrebbe vivere) vede al primo posto proprio le Marche, in forte crescita rispetto alla rilevazione dello scorso anno. Il 55% degli intervistati indica la regione di Leopardi, Rossini e Raffaello come quella in cui si vorrebbe vivere se si potesse scegliere il territorio ideale. Al secondo posto troviamo l’Emilia Romagna (24%), regione per certi apetti simile alle Marche e che comunque ha saputo rappresentare a livello nazionale un connubio perfetto tra tradizione culinaria, benessere, industria e turismo.

A sorpresa è la Sicilia la terza regione della classifica, preferita dal 22% dei Marchigiani; evidentemente le bellezze naturali, la buona cucina e una storia importante che risale alla Magna Grecia sono fattori di appeal più importanti dei problemi endemici di questa terra, legati alla scarsità di lavoro e alla presenza della criminalità organizzata. Subito fuori dal podio troviamo un’altra regione del Centro Italia, la Toscana col 16%; segue la Puglia (11%, probabilmente per il mare e le sue tradizioni).

 

 

Il senso di appartenenza all’Europa

Merita un focus a parte l’appartenenza all’Europa. Gli intervistati che sentono di appartenervi “molto” o “abbastanza” sono il 52%, in calo rispetto allo scorso anno ma in leggero rialzo rispetto alle rilevazioni precedenti.

Ciò può essere dovuto agli strascichi di mesi dominati dalle tensioni con Bruxelles, dalle uscite di alcuni commissari europei giudicate inopportune da molti esponenti della politica italiana, alla lunga trattativa sulla legge di bilancio, fino al recente scontro tra il Governo italiano e Macron, considerato nelle percezioni di molti come il maggior rappresentante dell’establishment europeo.

E’ interessante notare come l’appartenenza alla comunità europea si stratifichi in base al livello di istruzione, alla condizione nella professione e al luogo di residenza. In particolare, si sentono maggiormente europei i più istruiti e gli studenti (entrambi 66%), a dimostrazione del fatto che i programmi di mobilità internazionale (es. Erasmus) sono molto apprezzati dai giovani e sono tutt’ora quelli che hanno funzionato meglio. L’appartenenza ad una Comunità più grande e inclusiva è un’opportunità ma per renderla tale occorre saperla cogliere. Più distanti dall’identità europea sono invece coloro che hanno un’età compresa tra i 30 e i 39 anni (45%) e le casalinghe (35%).

Come si vedono i Marchigiani

Si è chiesto agli intervistati quali fossero le prime cose che vengono in mente pensando a come definire i Marchigiani. Quanto emerge rappresenta uno spaccato sulla percezione di sé, dove si mescolano stereotipi e luoghi comuni ma anche convinzioni ben radicate nella coscienza collettiva.

La maggior parte degli intervistati si vede principalmente come un popolo dedito al lavoro, importante è anche la componente legata al cibo: le Marche come terra di buona cucina e i Marchigiani come “buone forchette”. Inoltre, contro il luogo comune che vuole la regione abitata da gente chiusa e diffidente, i Marchigiani si vedono come persone socievoli, calorose, simpatiche e divertenti.

Presenti in misura rilevante anche risposte volte a sottolineare aspetti problematici e negativi del carattere dei Marchigiani: “chiusi”, “duri, grezzi e invadenti”, “diffidenti, schivi e riservati”, “tirchi” e “esattori delle tasse”, quest’ultima risposta dovuta al ruolo che gli abitanti di queste terre ricoprivano all’interno dello Stato Pontificio.

NOTA METODOLOGICA E INFORMATIVA

(in ottemperanza al regolamento dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni in materia di pubblicazione e diffusione dei sondaggi sui mezzi di comunicazione di massa: delibera 256/10/CSP, allegato A, art. 5 del 9 dicembre 2010, pubblicato su G.U. 301 del 27/12/2010)

– Titolo: Identità territoriale e senso di appartenenza: cosa ne pensano i Marchigiani – Soggetto realizzatore: Sigma Consulting srls
– Committente/acquirente: Sigma Consulting srls
– Periodo di realizzazione: 5 – 7 dicembre 2018

– Tema: senso di appartenenza territoriale dei Marchigiani
– Tipo e oggetto dell’indagine: sondaggio d’opinione a livello regionale
– Popolazione di riferimento: popolazione maggiorenne residente nella Regione Marche
– Estensione territoriale: intero territorio regionale
– Metodo di campionamento: campionamento casuale dalle liste degli abbonati al telefono 2016/2017 e dalla community online di Sigma Consulting, stratificato e ponderato per sesso, classe d’età, provincia e ampiezza demografica dei centri (successiva ponderazione per titolo di studio)
– Rappresentatività del campione: il campione è rappresentativo dell’universo specificato rispetto alle variabili di stratificazione.
– Margine di errore: 3,4% (con una confidenza del 95%) sulle stime a livello di totale campione
– Metodo di raccolta delle informazioni: cati (computer assisted telephone interview) e cawi (computer assisted web interview)
– Consistenza numerica del campione: 832 casi (500 cati e 332 cawi). Totale contatti cati: 3.010. Rifiuti: 1.678.

Non reperibili: 831. Totale contatti cawi: 460. Rifiuti: 128.

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