Frega: “Basta crociate e chiacchiere da campagna elettorale, il SIULP accetti la soluzione per la nuova Questura”

di Francesco Piancatelli e Pierpaolo Frega* 

Quando oramai certe “crociate” diventano più per principio che per vera convinzione, bisognerebbe avere l’umiltà di capire che non solo  non portano da nessuna parte, ma ammettere essere oramai forzature dettate da “altri”, per motivi terzi, che con l’effettiva soluzione dei problemi poco attengono. 

Come ben ricorda l’ex sindaco Amati, usando toni molto forti e motivazioni che purtroppo dovrebbero far vergognare chi le fece e le disse all’epoca,  già da anni quel “sindacato” blocca ogni soluzione proposta, adducendo soluzioni irrealizzabili, ma non facendone capire bene il perché. O meglio: ovunque non si potesse fare, ovunque non vi fossero stati fondi..quella era la loro collocazione ideale. Mantenendo fermo l’argomento della questura come unico cavallo di battaglia valido per tutte le stagioni, gattopardesca visione del cambiare tutto per non cambiare niente. 
Quando poi scende in campo un senatore che sul territorio forse non si è mai visto, se non per mietere consensi e voti estemporanei, nel peggior modus operandi  che certa politica mette in campo, il paradosso è al completo, soprattutto quando dice che i sindacati “ non sono d’accordo con la soluzione del comune”. Caro senatore, abbia il coraggio di dire: il SIULP non vuole la questura in via Zongo: sarebbe più onesto intellettualmente e anziché parlare senza conoscere, ma solo per sentito dire , se si fosse documentato, avrebbe evitato una figuraccia. 
Le motivazioni sono risibili: la presenza dei negozi, beh quelli c’erano anche prima, allorquando fu fatta la proposta e il segretario del SIULP si era detto soddisfatto, come ancor più risibili sono le supposizioni raccontate in giro, che si ipotizzasse la loro chiusura un domani che la questura avesse visto la luce. Ricordiamo al distratto senatore che la  candidata, alle passate elezioni comunali, del Centro Destra, Roberta Crescentini, aveva nel suo programma, in caso di elezione, la collocazione della questura in Via Zongo. Quindi siccome sono tutte informazioni recuperabili e supportate da articoli di stampa, è forse il momento di finire di prendere in giro le persone e dire quali siano i motivi che ci sfuggono dietro questa farsa. Ci viene da chiedervi: ma vi parlate? Concordate le vostre uscite o andate in ordine sparso? 
La cosa ancor più buffa è che quando e se vedremo l’opera finita, molto probabilmente l’attuale segretario del SIULP sarà in pensione! Con il risultato che se l’opera non si farà, avrà lavorato in perfetta continuità dei segretari che lo hanno preceduto, ossia: bloccare qualunque soluzione prevista. 
Ribadiamo, la soluzione non è fantastica nemmeno per noi, ma è l’unica credibile e fattibile. L’unica che permetterà di dare dignità a chi lavora in Via Flacco, struttura indegna ad ospitare ed accogliere donne e uomini in divisa. Se Via Zongo salterà come operazione, i poliziotti resteranno a lavorare e alcuni, a vivere, in una struttura da terzo mondo, ma almeno sapranno di chi sono le colpe. Se invece l’opposizione attuale ha i soldi e il luogo per farla, ma attenzione non a chiacchiere, li metta in campo, zittisca il sindaco e chi insieme a lui prova a lavorare per dare dignità alla Polizia a Pesaro. La stessa dignità che deve essere data ai lavoratori di Urbino, visto che dopo 3 anni che lo sfratto è definitivo, l’unica soluzione è stata bocciata dall’Agenzia del demanio in quanto trattasi di immobile ancora da costruire e pertanto considerato come appalto di lavori e, per questo, sottoposto a disciplina comunitaria che regola la materia.. Quindi accampare altre soluzioni non demaniali, come sta avvenendo a Pesaro, da parte di qualcuno, allo stato dell’arte restano solo chiacchiere da campagna elettorale. 
*Segretari provinciali SAP e SILP CGIL 
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